Il Tirreno

Grosseto

Al top il Vermentino Doc made in Maremma Merita il Grand Prix

Lina Senserini
Al top il Vermentino Doc made in Maremma Merita il Grand Prix

Secondo il presidente Mazzei, ha le carte in regola per posizionarsi tra i grandi vini bianchi del mondo e competere con i rossi toscani 

3 MINUTI DI LETTURA





la produzione

Lina Senserini

Il Vermentino si conferma un vino in ascesa nel panorama enologico nazionale e internazionale, trainando la crescita della Doc Maremma Toscana.

Nelle scorse settimane, si è svolta la seconda edizione del Vermentino Grand Prix, la kermesse organizzata dal Consorzio tutela vini della Maremma Toscana, cui hanno partecipato 67 etichette, molto diverse per areale di produzione, metodi di vinificazione e annata, tra le quali una giuria di esperti ne ha selezionate dieci. Ecco la “top 10” 2021, in ordine alfabetico per azienda produttrice, dei Vermentini selezionati da una giuria di tecnici del settore e ristoratori stellati della Maremma, presieduta dal giornalista Luciano Ferraro caporedattore del Corriere della Sera: Nudo bio 2019, di Agricola del Nudo, Chicca 2019, Azienda Guido F. Fendi, Codice V, della tenuta Belguardo, Prelius bio 2019 dell’azienda Castelprile, Norcia 2019 di Colle Petruccio, Diaccio 2019 dell’azienda I Cavallini, Monterò bio 2019, azienda Monterò, Vermentino 2019, tenuta Dodici, Marmato 2020, azienda Terre dell’Etruria, Litorale 2020, della tenuta Val delle rose.

«Si conferma la tendenza della scorsa edizione, in cui hanno prevalso i vini 100 per cento Vermentino e quelli dell’annata precedente, con affinamenti più prolungati, anche se erano in minoranza. Gli sforzi dei produttori su questo vitigno vengono apprezzati e dobbiamo continuare a lavorare con un indirizzo definito, in modo da far affermare la nostra Doc grazie alla qualità sempre più alta – ha dichiarato Francesco Mazzei, presidente del Consorzio di tutela, che da anni punta molto su questa tipologia – Sono sempre più convinto che il Vermentino Maremma Toscana Doc abbia le carte in regola per posizionarsi tra i grandi vini bianchi del mondo e per competere con i grandi vini rossi della Toscana. È un vitigno particolarmente versatile, adatto alla produzione di vini sia freschi che invecchiati. Questo, unito a un territorio ancora incontaminato, che va dalla fascia costiera fino alle Colline Metallifere e al Monte Amiata, e alle capacità dei singoli vitivinicoltori di esaltare in cantina le uve delle diverse zone, fa sì che si possa avere una produzione in continua crescita qualitativa e di grande appeal per il consumatore, come dimostra questa seconda edizione del Vermentino Gran Prix».

Con 832 ettari in produzione nel 2021 (nel 2006 erano 138, passando dal 2,2 al 9,5 per cento del vigneto grossetano), il Vermentino è la prima varietà a bacca bianca della provincia di Grosseto e rappresenta oltre il 50 per cento del vino prodotto in Toscana. Nel 2020 la produzione di questa varietà ha rappresentato un terzo della vendemmia della Doc Maremma Toscana, con 1.722.400 bottiglie prodotte, che hanno portato il Vermentino Maremma Toscana Doc a essere la tipologia più imbottigliata (30 per cento del totale) della Doc, superando il Rosso (28 per cento). – © RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web