Camilli e il nuovo investimento «Io credo nell’agricoltura»
sorano. L’ex presidente del Grosseto Calcio e titolare dalla Ilco Piero Camilli ha messo a segno un importante investimento acquistando l’azienda agricola Riservo che ha sede a Milano e attività operativa nel comune di Sorano, a un passo dal confine con il Lazio dove opera la Ilco.
A confermare l’acquisto è lo stesso Camilli, poche ore dopo la firma dal notaio avvenuta nel capoluogo lombardo giovedì 29 aprile: «Ho fatto questo investimento – spiega – perché credo nel settore agricoltura e nell’allevamento, è questo il vero green. Il nostro territorio deve essere lasciato come era in origine, ovvero utilizzato in colture di cereali e in allevamento di bestiame, è questa la sfida per guardare al futuro con ottimismo poiché le colture intensive finiscono solo per fare danni.
Piero Camilli è appassionato di questo argomento: «Agricoltura e allevamento di bestiame sono la storia della nostra terra e rappresentano il futuro, dobbiamo essere consapevoli di questo aspetto».
L’argomento scivola poi sulla questione Covid: «Il terziario è in ginocchio, non dimentichiamo – dice Camilli – che chiudere è facile e una volta chiusa un’attività non riapre. Lo Stato dovrebbe agevolare gli imprenditori a cui andrebbero date medaglie». «Sui vaccini poi – aggiunge – bisogna aumentare il ritmo e andrebbero resi obbligatori per tutti perché chi è vaccinato non tutela solo se stesso ma tutela chiunque. Sto venendo via da Milano, c’è tanta tristezza, è una città pressoché vuota con molte saracinesche abbassate, chissà se si rialzeranno».
Infine è impossibile non parlare dell’Us Grosseto con Camilli: «Ho il Grosseto nel cuore e sono contento che la famiglia Ceri abbia fatto i miracoli, sono riusciti a realizzare una chimica eccezionale». Piero Camilli mette però in guardia da alcuni pericoli: «Ho l’esperienza di quello che successe al mio Grosseto – rammenta – Procuratori e società volevano portarci via i giocatori e in questi casi il rischio è di far saltare il banco. I giocatori devono essere capaci di capire che quello che hanno fatto a Grosseto difficilmente potranno farlo su un’altra piazza». Poi un velo di nostalgia: «Vedo la serie A e ci sono ancora in circolazione giocatori che sono passati da Grosseto, avevamo fatto grandi cose ma – conclude – ma purtroppo ci hanno massacrato, ci hanno venduto tutto, anche il cappello». –
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
