Il Tirreno

Grosseto

Affacciati alla terrazza della colonia per volare tra i sogni “Senza ali”

Michele Nannini
Affacciati alla terrazza della colonia per volare tra i sogni “Senza ali”

L’Opificio sonoro maremmano torna in studio dopo il lockdown La visione onirica di Gozzi e Gozzini arrangiata da Nucci 

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il progetto

È uscito da qualche giorno “Senza ali”, l’ultimo progetto musicale dell’Opificio Sonoro Maremmano in arrivo su Spotify e sulle principali piattaforme digitali. Il brano è realizzato da Andrea Guazzini, Andrea Gozzi e Riccardo Nucci con testo scritto da Guazzini durante lo scorso lockdown, musica composta da Gozzi e arrangiamento curato con Nucci. Un lavoro di squadra che nonostante le limitazioni dell’ultimo anno ha visto finalmente la luce. «Lo abbiamo composto a fine lockdown primaverile – spiega Andrea Gozzi – Guazzini era la prima persona che vedevo dopo quel periodo e la prima con cui riprendevo a fare musica nella stessa stanza, mi era mancato molto suonare con un compagno in carne e ossa davanti a me. Nei mesi l’ho arrangiata suonando quasi tutti gli strumenti, compresa la parte ritmica. Il pezzo parla dei sogni in musica che avevamo da piccoli, il luogo evocato è quello della colonia marina a Follonica affollato dei fantasmi dei tanti gruppi musicali che hanno provato tra quelle mura, credo che un po’ delle nostre canzoni siano ancora lì: non a caso il primo disco, con gli Audiored che sono stati il mio primo gruppo, è stata registrato proprio in quelle stanze».

La canzone è dedicata a tutti quelli che dalla terrazza della colonia guardavano il mare sognando un futuro in musica. Senza ali è una canzone che parla di sogni vecchi e nuovi che si mescolano.

Riccardo Nucci si è occupato con i suoi colleghi dell’arrangiamento anche se sulle prime non è stato un lavoro semplice. «Ammetto che non fu amore immediato al primo ascolto – conferma Nucci – era una bellissima armonia ma non mi sentivo rapito, come se non mi appartenesse, non ci fu insomma quell’imprinting tipico di tutti i brani dell’Opificio. Poi lessi un’intervista di Andrea Gozzi nella quale considerava Senza Ali, con mia somma sorpresa, come la canzone da lui composta che lo legava di più al suo territorio, una bozza di brano in cui non avevo messo nulla di mio. Questo passaggio non lo vidi come un affronto, anzi: mi sentii sciocco a non aver colto l’essenza di questa canzone, la libertà celata al suo interno a a far da colonna sonora ai nostri sogni fantastici». —

Michele Nannini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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