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Frutta e verdura da fuori Maremma vendute come produzione propria

Francesca Gori
L'intervento della guardia di finanza
L'intervento della guardia di finanza

Spacciavano vino da tavola come Igt, la guardia di finanza sequestra macello abusivo

30 aprile 2021
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ORBETELLO. Davanti all’ingresso dell’azienda agricola, sventolano le bandiere di Campagna amica, da sempre sinonimo di qualità dei prodotti in vendita. Perché chi fa parte di quel progetto deve sottostare a una sorta di disciplinare che impone il chilometro zero. Invece, l’azienda agricola finita nel mirino della guardia di finanza, non vendeva soltanto prodotti made in Maremma. Spesso, sui banchi al mercato o direttamente nella sede dell’impresa, venivano venduti ortaggi e frutta provenienti da altre zone d’Italia e spacciati poi per “produzione propria”. Non solo, le fiamme gialle hanno anche trovato sylos pieni di vino venduto sfuso come vermentino, ansonica o merlot ma che in realtà veniva fatto con le uve locali, senza seguire alcun disciplinare.

Per questo il proprietario dell’azienda è stato denunciato per frode in commercio aggravata e macellazione clandestina.

L’operazione “Più di così” ha preso il via quando gli uomini della tenenza di Orbetello si sono accorti che una ditta che si trova sul territorio lagunare, vendeva sia in azienda che nei mercati settimanali diverse varietà di frutta e verdura con la dicitura “produzione propria”: di fatto però, gli ortaggi e la frutta venivano acquistati da diversi fornitori anche fuori Toscana ma spacciati come di produzione maremmana.

Le fiamme gialle sono arrivate a questa conclusione dopo aver trovato parecchie fatture di acquisto di importi ingenti da altri operatori dello stesso settore, inconsuete per un semplice imprenditore agricolo e la presenza sui banchi di ortaggi “fuori stagione”, hanno fatto suonare un campanello d’allarme. I finanzieri hanno sequestrato più di 200 chili di prodotti agricoli e nella sede dell’impresa sono stati messi sotto la lente d’ingrandimento anche numerosi serbatoi contenenti vini che dovevano essere di qualità: Merlot, Cabernet, Vermentino e Ansonica . L’imprenditore aveva infatti utilizzato della normalissima uva da tavola per la sua produzione vitivinicola, ingannando i clienti, che erano convinti di comprare vini di qualità, che venivano venduti sfusi. Oltre a sequestrare i serbatoi, i militari hanno bloccato la vendita anche di tutti i contenitori di prodotto già imbottigliato presenti nei locali dell’azienda e nei mercati della zona, sequestrando e ritirando complessivamente dal mercato circa 4.750 litri di vino con false etichettature. Inoltre il personale sanitario dell’Asl ha posto sotto sequestro amministrativo, in attesa dell’invio alla distruzione, circa 110 quintali di vino perché privo di qualsiasi etichetta e di documenti di produzione e tracciabilità. Sono state anche contestate alcune violazioni a norme sanitarie per le quali si procederà alle relative sanzioni amministrative.

Ma come se non bastasse, le Fiamme gialle e gli operatori dell’Asl nel corso delle indagini hanno scoperto che nell’azienda venivano anche clandestinamente macellati conigli e capretti: nei congelatori dell’azienda c’erano circa 65 chili di carne conservata in buste di plastica prive di qualsiasi etichettatura o indicazione circa la provenienza, la data di macellazione e la qualità. Inoltre, è stata scoperta anche una telecamera che era stata installata senza che venissero rispettate le norme sul lavoro.

Il titolare dell’azienda è stato denunciato per frode in commercio aggravata e macellazione clandestina.

«Accompagnare la nostra attività, che consiste in migliaia di controlli ogni anno su aziende del nostro territorio, con interventi congiunti con le forze di polizia, tra cui la Guardia di finanza, aumenta l’efficacia dei controlli e anche il nostro patrimonio di conoscenza su ambiti non di stretta pertinenza sanitaria – dice Giorgio Briganti, direttore Area dipartimentale Sanità pubblica, veterinaria e sicurezza alimentare dell’Asl Toscana Sudest – La collaborazione tra tutte le autorità competenti finalizzata al controllo del rispetto degli obiettivi di sicurezza alimentare, oltre che contrastare pratiche commerciali fraudolente, rappresenta un importante strumento a garanzia del cittadino-consumatore». —

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