Italia
Pronti a riaprire ma tarda ancora l’autorizzazione
GROSSETO. Dopo sette mesi di stop forzato, avrebbe potuto riaprire il suo ristorante domani con i tavoli all’aperto. Una boccata d’ossigeno dopo tanto tempo fermi per la pandemia. E invece nulla.
A oltre un mese e mezzo dalla presentazione della domanda al Comune di Grosseto per allestire una pedana esterna dove sistemare i tavolini, Eleonora Casini, proprietaria del ristorante Da Poldo in via Roma, non ha ricevuto risposta. Nonostante la domanda sia uguale a quella presentata l’anno scorso e che fu approvata.
«Sono frustrata e arrabbiata – si sfoga Eleonora – perché, che cavolo, sono sette mesi che sono chiusa e ora che potrei riaprire non ho ancora il via libera, nonostante abbia fatto domanda da un mese e mezzo. Mi sembra una lotta contro i mulini a vento».
La pedana che Casini vorrebbe installare davanti al ristorante misura due metri per undici. «L’anno scorso feci richiesta che eravamo ancora in lockdown – ricorda – ma l’autorizzazione arrivò solo il 30 luglio. A quel punto, visto che costa 5mila euro e che avevo davanti solo un mese e mezzo di lavoro, rinunciai».
Quest’anno Eleonora si rimette in moto. Tanto più che con i recenti provvedimenti del governo che consentono ai ristoranti di riaprire solo con tavoli all’aperto, quella della pedana esterna più che una possibilità è una necessità.
«Ho presentato i documenti il 9 marzo – racconta – e ho fatto il copia-incolla della richiesta dell’anno scorso, cambiando solo la data. Ad oggi, però, non ho ancora avuto risposta, nonostante abbia chiamato e richiamato tante volte».
Forte anche del fatto che lo stesso progetto, l’anno scorso, era stato accolto dal Comune, Casini ha ordinato il materiale. «Per montarlo però ci vogliono circa dieci giorni – spiega – e questo significa che anche se l’autorizzazione mi arrivasse lunedì (domani) avrei comunque già perso dieci giorni di lavoro». Dieci giorni persi inutilmente che aggiungono disagio a disagio dopo un periodo di estrema difficoltà per il settore della ristorazione e che, nel caso specifico, rallentano la ripresa di un’attività che dà lavoro alla proprietaria e a tre dipendenti. Ieri Eleonora si è sfogata su Facebook.
«Non sono la sola in questa situazione – conclude – ho colleghi che sono anche loro in attesa, mentre altri hanno già avuto il via libera. Io chiedo solamente parità di trattamento per tutti e la possibilità di lavorare. Perché ne abbiamo davvero bisogno». — F.F.
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