Il Tirreno

Grosseto

L’hanno spesso denigrata ma la nostra voce è risultata la più vicina alla “verità”

L.S.

Comitato Val di Farma e Forum ambientalista soddisfatti «Qui il problema è risolto, ma resta dove sono stati già depositati» 

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le reazioni

Soddisfatti dell’esito della conferenza dei servizi i comitati ambientalisti che più si sono battuti contro il progetto Accornero-Venator, il Forum ambientalista di Grosseto e il comitato Val di Farma.

A loro si aggiunge la voce dei cittadini di Paganico e Campagnatico, raccolti in un comitato spontaneo.

Ma per tutti resta la preoccupazione per il futuro dei lavoratori della Venator e per il problema dei gessi, cui va trovata una soluzione.

«La decisione dei tecnici ha dimostrato che la voce dei comitati, più volte denigrata, era la più vicina alla “verità” – scrive il Val di Farma – ma non c’è da festeggiare, poiché restano aperti due grossi problemi: dove e come stoccare i gessi rossi e quale sarà il destino per i lavoratori di Venator. Auspichiamo che l’azienda voglia finalmente risolvere entrambi i problemi, smettendola di proporre soluzioni “tampone” legate a strade non realmente percorribili e decida, invece, di utilizzare le risorse fin qui risparmiate per tutelare ambiente e lavoratori».

Per il comitato di Paganico e Campagnatico, la decisione della conferenza, «non ha solo bloccato lo stoccaggio, ma ha dato significato a quel lago che in tanti hanno chiamato “pozza d’acqua”. Vogliamo ringraziare chi ha sostenuto la nostra battaglia, i comitati ambientalisti con i quali abbiamo collaborato, i professionisti che ci hanno aiutato, i sindaci di Civitella Paganico e Campagnatico. Nonostante la soddisfazione, siamo consapevoli che il problema dei gessi rossi è risolto a Pietratonda, ma non dove già sono stati depositati. Rimarremo vigili affinché si trovi una soluzione definitiva».

Roberto Barocci, del Forum ambientalista va oltre e invita «gli ambientalisti attivati dalle proloco di Paganico e Campagnatico a presentare un progetto al Comune per candidarsi alla gestione naturalistica dell’area di Pietratonda, per evitare altri progetti devastanti», scrive. E aggiunge: «Siamo stati accusati da Giovanni Mascagni di Confindustria di allarmismo ingiustificato sui rischi di inquinamento delle falde idriche che da Pietratonda scendono nella piana di Grosseto. Credo che Mascagni abbia sbagliato due volte, sia ad indicarci come controparte dei lavoratori Venator, sia appellandosi alla politica affinché condizionasse l’esito della conferenza, sottovalutando la competenza e l’autonomia dei tecnici, che hanno deciso di bocciare il progetto, sbagliato e lacunoso in molti punti. Infine – conclude – la relazione sui gessi rossi della Commissione parlamentare ecomafie ha chiuso definitivamente la vicenda Pietratonda, sia per l’autorevolezza dei suoi componenti, che per lo spessore dei consulenti tecnici e legali». —

L.S.

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