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Un altro sabato senz’acqua Ora Barbaruta si ribella

Un altro sabato senz’acqua Ora Barbaruta si ribella

Una residente: «Sono due decenni che questa situazione non si risolve» Adesso le famiglie valutano il ricorso a un legale contro l’Acquedotto del Fiora

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orbetello. Ci risiamo: ieri è stato un altro sabato con i rubinetti a secco da Barbaruta a Macchiascandona, da Chiocciolaia a Piatto lavato e zone limitrofe, fino a Castiglione della Pescaia.

Molti residenti hanno ormai perso la pazienza, per esempio, Mirella Rossi: «Questa situazione – descrive lei che abita a Barbaruta – si ripete da 20 anni e con una regolarità esasperante, dato che l’acquedotto fa, è proprio il caso di dirlo, acqua ovunque. Intendo: tubature stravecchie, manutenzione “a toppe” al bisogno, e l’emergenza che in estate diventa drammatica.

Ci sono poi alcuni aspetti su cui, secondo Mirella Rossi, è opportuno accendere i riflettori.

Primo: «Barbaruta, da cui scrivo – dice – non è una frazione ma è parte integrante della città di Grosseto, tant’è che il codice di avviamento postale di Barbaruta è 58100».

Secondo: «La mia abitazione – continua – come moltissime altre nella zona, è classificata con il codice A7 per il pagamento dell’imposta municipale unica (l’Imu), cioè significa che è in una zona urbanizzata a tutti gli effetti».

Terzo: «Le strade sono praticamente abbandonate e con fessure delle spessore di 20 cm, nel migliore dei casi. La competenza è comunale, ma sembra di stare nel Terzo mondo».

Quarto: «L’illuminazione è inesistente».

Quinto: «Quindici anni fa furono messi cartelli in ogni strada con la toponomastica della zona e i numeri civici non sono mai stati assegnati».

Sesto: «Una linea dell’acquedotto, privata, partendo dal Bozzone serve più di 20 abitazioni, la linea è a nostro carico per manutenzione e riparazioni eventuali. In genere siamo senza fornitura idrica perché è la linea principale che si rompe di continuo. Spesso la pressione è bassissima, suppongo perché le tubazioni non reggono più; e in estate è volte proprio insufficiente: forse perché il flusso viene dirottato su Castiglione della Pescaia? » .

E c’è dell’altro: «Ci ha potuto – continua ancora Rossi – si è dotato di un’autoclave (io non ho potuto per motivi di spazio) ma non è cambiato niente. In queste zone c’è un’importante presenza di agriturismi e qui risiedono persone anziane spesso non autosufficienti, con immaginabili conseguenze. Intanto dall’Acquedotto del Fiora non c’è stata nessuna risposta nonostante le ripetute e veementi proteste».

E quindi, che fare? «Stiamo valutando – risponde Mirella Rossi – un’azione legale collettiva nei confronti dell’Acquedotto del Fiora. Nel frattempo Acea continua a telefonare per proposte commerciali legate al gas, ignara del fatto che qui le linee del gas non arrivano».

«Abbiamo intenzione di chiedere all’Acquedotto del Fiora – conclude Rossi – la visione del contratto originario per la nostra tratta privata e valutare la corrispondenza con l’attuale regolamento. A seguito di tutto ciò, ho intenzione di organizzare una riunione con chi è interessato al problema e affidare a un legale il confronto con AdF». –

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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