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Addio alla maestra Anna Maria I “bambini” del ‘68 la salutano

Ivana Agostini
Addio alla maestra Anna Maria I “bambini” del ‘68 la salutano

Non tutti hanno potuto andare al funerale e l’abbracciano dalle pagine del Tirreno Le coperte all’uncinetto, i canti religiosi e le lezioni per la vita: «Vivrà per sempre» 

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Ivana Agostini

Orbetello. Lo Scalo piange la maestra Anna Maria Antonini. Aveva 90 anni. Per tutti i suoi alunni è sempre rimasta “la maestra”. Anche dopo anni, ogni volta che qualche suo ex allievo la incontrava, continuava a salutarla con lo stesso rispetto di quando era bambino: con un accorato «Buongiorno, maestra». Vista poi l’età avanzata, seguiva l’offerta di aiutarla, magari a portare la spesa: «Ha bisogno d’aiuto? Ha bisogno di qualcosa?».

Anna Maria Antonini aveva insegnato alla scuola elementare di Orbetello Scalo. I suoi funerali si sono celebrati mercoledì e non tutti i suoi ex scolari hanno potuto essere presenti. Hanno però deciso di salutarla affidando al Tirreno i loro ricordi più cari che portano ancora nel cuore dopo tanti anni. Parliamo della classe che la maestra Anna Maria ebbe negli anni che vanno dal 1974 al 1979. «Ha insegnato per tanti anni ed è stata un punto di riferimento per generazioni di bambini che ha seguito con grande affetto – ricordano le gemelle Anna e Valeria Velasco – In particolare la classe dei bimbi nati nel 1968, la nostra, la ricorda con affetto, per averci dato, oltre a una buona base culturale che ha portato a tutti noi buoni risultati, anche un insegnamento di vita». La classe dei sedici ragazzi non l’ha mai dimenticata tanto che l’avevano invitata anche a una cena di classe per ricordare i vecchi tempi di quando erano bambini, felici e spensierati. «Mi ricordo di quando abbiamo realizzato una coperta all’uncinetto e l’abbiamo portata a due fratelli malati – dice Isabella Stanziani – Fu un episodio molto carino perché il sabato era dedicato, per le femmine a fare l’uncinetto e per i maschietti a fare i lavori col legno. Facemmo due coperte e le donammo». «Era una maestra ferma nelle sue decisioni, affidabile, competente e pacata – ricorda Laura Martinozzi – e riusciva a tirare fuori il meglio da ogni alunno». Erano gli anni in cui a scuola, ogni mattina, ci si faceva il segno della croce e si recitava una preghiera. Mauro Adreuccetti ricorda con affetto questi momenti: «Era una donna autorevole, ho un bellissimo ricordo, era brava, rispettosa. Ricordo con piacere che la mattina ci faceva pregare e ci faceva cantare delle canzoni religiose». Un ricordo che lo accomuna a Anna Velasco: “Ci facevamo il segno della croce e poi cantavamo Laudato sii». “Devo ammettere – continua Andreuccetti – che quando noi siamo andati alla scuola media eravamo evidentemente più preparati di alti».

Non solo la maestra Antonini è rimasta nel cuore dei suoi alunni ma l’affetto era reciproco. Era sempre felice di poterli rivedere e scambiare due parole con loro. I suoi ragazzini delle elementari la ricambiavano, con un fiore, una parola gentile e tante attenzioni. «Non l’abbiamo potuta salutare tutti insieme – dice la classe – ma la ricorderemo per sempre». –

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