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Tassa di soggiorno all’orizzonte per chi affitta casa ai vacanzieri
La giunta vuole applicarla anche agli immobili messi a reddito per brevi periodi L’obiettivo è duplice: meno concorrenza per gli albergatori e meno affari in nero
Giulia Sili
massa marittima. La tassa di soggiorno è in vigore dal 1° luglio 2012 ma questa estate a pagarla potrebbero essere tutti, ma proprio tutti, i turisti che decidono di passare del tempo nel comune di Massa Marittima. Nei piani dell’amministrazione civica c’è infatti la volontà di uniformare la tassa di soggiorno ai diversi tipi di alloggio, che siano hotel, bed and breakfast oppure case date in affitto ai vacanzieri.
Fino a oggi chi sceglieva di soggiornarne negli appartamenti del territorio comunale di Massa Marittima non doveva pagare l’imposta di soggiorno ma in occasione del prossimo consiglio comunale, che si terrà giovedì alle 21, la situazione dovrebbe cambiare. Di fatto la decisione di far pagare anche chi soggiorna negli appartamenti era stata presa già lo scorso anno ma la proposta era stata ritirata per non gravare ulteriormente sul settore turistico, già provato dall’emergenza sanitaria da coronavirus. Quest’anno, però, la giunta ha ritenuto opportuno procedere. «I dati confermano che lo scorso anno c’è stata più richiesta per le case in affitto che per gli alberghi – dice il sindaco Marcello Giuntini – Quindi credo che sia giusto apportare questa modifica al regolamento».
In occasione del prossimo consiglio comunale verranno quindi discusse le modifiche alla tassa di soggiorno. La novità è recentemente stata introdotta anche a Follonica, dove l’amministrazione Benini sta lavorando anche all’acquisto di un software gestionale in grado di incrociare i dati dei principali siti web dedicati agli affitti con quelli del server della Regione Toscana, dove gli appartamenti dovrebbero essere registrati. Lo strumento permetterà di avere una mappatura aggiornata degli affitti in tutto il territorio comunale e ha lo scopo quello di scoraggiare il giro d’ffari “nero”.
A Massa Marittima il settore turistico ha risentito molto degli effetti della pandemia visto che per la città del Balestro hanno un peso fondamentale i turisti stranieri che nel 2020 sono stati quasi del tutto assenti. «Massa lavora con gli stranieri e nel 2020 non ne abbiamo avuti – spiega il sindaco – È chiaro che in una situazione come questa, se mantenessimo la tassa esclusivamente sul settore ricettivo classico, gli affitti a breve termine rischierebbero di essere una concorrenza sleale. Quindi – prosegue Giuntini – per una questione di equità ma anche per favorire l’emersione del nero, abbiamo deciso di mettere mano al regolamento». Chi affitta gli appartamenti a breve termine deve adesso registrarsi sul portale della Regione Toscana: si tratta di una novità introdotta già da più di un anno e che venire incontro agli albergatori che hanno subito l’incremento della concorrenza di questo tipo di attività che a Massa Marittima ha molto mercato. –
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