“Schiaffi” bipartisan per la politica «Paghiamo per tutti»
Nel 2021 i locali sono stati chiusi 99 giorni senza aiuti Confronto al vetriolo con i parlamentari e i consiglieri
GROSSETo. Quando la piazza si è svuotata, un gruppo di ristoratori si è spostato nella sede di Confartigianato, dove – in diretta su Facebook – si è consumato il confronto con i consiglieri regionali e con i parlamentari maremmani. Che – come ha sottolineato il rappresentante leghista in Regione Andrea Ulmi – i politici «sono stati presi a schiaffi». Con le parole, ovviamente, che via via hanno ribattuto punto su punto a tutto quello che è stato promesso o proposto dai politici presenti. Gli unici che non si sono presentati, ieri, sono stati l’assessore regionale del Pd Leonardo Marras che ha proprio la delega allo sviluppo economico e il parlamentare dello stesso partito Luca Sani. Assenze che ieri sono pesate, nella sala delle assemblee di Confartigianato. «Sono già sparite 259mila partite Iva dall’inizio della pandemia – ha detto Gianni Lamioni, presidente dell’associazione – Lo Stato non riesce a garantire l’assenza degli assembramenti fuori dai locali, nelle strade e nelle piazze, e per tutta risposta ordina le chiusure di bar e ristoranti, mettendo in ginocchio un intero comparto». Di fronte a Donatella Spadi, consigliera regionale del Pd, al parlamentare leghista Mario Lolini e ai forzisti Elisabetta Ripani e Roberto Berardi, è di nuovo esplosa la rabbia dei ristoratori che non hanno risparmiato attacchi né alla sinistra, rappresentata dalla sola Spadi, che alla destra. Con loro, c’era anche il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, l’unico che ha incassato gli applausi e che ha rinnovato il suo appoggio alla protesta, promettendo di attivarsi immediatamente per trovare altri aiuti possibili, come quello dell’Anci.
«Nel 2021 siamo stati chiusi 99 giorni, siamo stati aperti a cena l’ultima volta il 24 ottobre – dice Massimiliano Pepi – Però a febbraio e a marzo abbiamo dovuto pagare i ratei dei contributi che dall’anno scorso sono stati spostati a quest’anno. Le spese ci sono e le dobbiamo sostenere noi senza però essere messi in condizione di lavorare mentre negli hotel o all’autogrill possono essere servite le cene. Il Governo deve trovare un modo di farci convivere con il virus, non può scaricare addosso a noi una responsabilità che non abbiamo». I profitti, per il settore della ristorazione, sono finiti ormai da tempo. È Donatella Spadi la prima a prendere il microfono e ad essere fermata a più riprese dai ristoratori. Il punto di rottura è l’annuncio dei rimborsi della Regione, per accedere ai quali è stato stabilito un tetto del 30% di perdita del fatturato. Molte aziende, in Maremma, si sono fermate al 28% e sono rimaste tagliate fuori. «Siamo noi elettori ad avervi mandati in Regione – ha risposto Sarcoli – ma della Maremma non vi siete preoccupati». Polemiche che sono esplose anche durante l’intervento di Lolini e Ripani, che hanno annunciato, il primo la proposta di concedere un finanziamento di 100mila euro garantito dallo Stato a interessi zero ad ogni impresa, la seconda nuovi aiuti nel prossimo decreto legge. Dure le parole di Cardone nei confronti di Lolini: «Nel nostro settore ci sono persone che si sono suicidate – ha detto – e queste morti se le deve portare addosso chi è al Governo. Ci staccano le utenze perché non ce la facciamo a pagare ma con le tasse vi garantiamo gli stipendi. Non vi siete tolti nemmeno un euro. Non ce la facciamo ad aspettare il via libera per i prossimi sostegni, la nostra categoria ha già finito tutto».– Francesca Gori
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