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Grosseto

Le lacrime di dolore di Carmela: «I nostri risparmi sono spariti»

Le lacrime di dolore di Carmela: «I nostri risparmi sono spariti»

Grosseto, la donna e il marito hanno investito tutto nel locale Tuscany per dare un futuro al loro figlio che aveva appena perso il lavoro 

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Carmela ha gli occhiali da sole e il volto coperto dalla mascherina. Ogni tanto, si sente la sua voce, in una piazza Dante gremita: «Fateci lavorare, dateci la nostra dignità». Poi, la donna scoppia in lacrime. Dopo una vita di sacrifici, lei e il marito, due anni fa, hanno deciso di investire i risparmi in un ristorante del centro storico, l’ex Pepe nero in via San Martino. Oggi si chiama Tuscany, ma anche quell’insegna spenta ormai da nove mesi, rischia di non tornare ad accendersi. «Mio marito lavorava poco, mio figlio aveva appena perso il lavoro – racconta – Ci siamo guardati in faccia, e abbiamo deciso di fare questo passo: tutti i soldi che avevamo risparmiato li abbiamo investiti nel ristorante, per dare un futuro anche a nostro figlio».

Il ristorante ha aperto 23 mesi fa, ma da quasi un anno è chiuso. «Non è dignitoso andare avanti in questo modo – dice ancora Carmela – gli aiuti che ci sono stati dati sono briciole e le briciole si danno ai piccioni. . Non riusciamo a pagare l’affitto e stiamo rischiando lo sfratto perché giustamente il proprietario del fondo ha diritto a riscuotere quanto dovuto. Ma noi, da tre mesi, non possiamo pagare quelle cifre». Carmela piange, si asciuga gli occhi, si sistema la mascherina e si rimette gli occhiali da sole. «Questa situazione per noi è umiliante – aggiunge – abbiamo lavorato una vita e risparmiato per investire in un’attività che garantisse un sostentamento alla nostra famiglia. Abbiamo messo insieme i nostri saperi per costruire un futuro a nostro figlio e per arrivare noi alla pensione e invece, dieci mesi di pandemia, ci hanno messi in ginocchio». Poco distante da Carmela c’è il consigliere della Lega Gino Tornusciolo che ha lanciato un appello ai cittadini, soprattutto agli statali. «Chi lavora nel settore pubblico – dice – ha l’obbligo morale di scendere in piazza e sostenere i ristoratori. I nostri stipendi sono pagati anche con le tasse di questi imprenditori e a loro dobbiamo dare il nostro appoggio». Appoggio che arriva anche da Fratelli d’Italia. «È inconcepibile e vergognoso – dicono – che a distanza di oltre un anno la situazione sia questa. Ristoratori, commercianti, palestre, e tantissime altre attività commerciali e imprenditoriali hanno il diritto di vivere e lavorare e da tanto che sono pronti a farlo, conciliando sicurezza sanitaria e lavoro».

 F. G.

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