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Sitoco, qualcosa si muove L’atteso piano di bonifica è stato inviato al ministero
Tre gli interventi previsti, ci sono 34 milioni a disposizione ma sui tempi nessuna certezza Minucci: «Aspettiamo di essere convocati a Roma»
orbetello. La bonifica della ex Sitoco di Orbetello. Verrebbe da dire: arieccoci con la storia infinita, aridaglie col tentativo di bonifica che non sembra avere mai fine, o meglio, che non sembra avere mai inizio.
Sì, perché sono decenni che la popolazione invoca la definitiva riqualificazione del gigante industriale gonfio di veleni in riva alla Laguna e le istituzioni paiono fare poco o niente. Eppure stavolta c’è una buona notizia, ma andiamoci piano: diciamo che stavolta le istituzioni un passettino avanti sono riuscite a farlo.
Quale? Dopo un anno di annunci la Regione Toscana ce l’ha fatta. Il 2 febbraio scorso è riuscita a mandare il masterplan del piano di bonifica al ministero dell’ambiente. Si potrebbe fare quasi i salti di gioia. È da prima della pandemia che questa giornale conta gli annunci di invio finiti nel nulla e sono tre: il 29 febbraio 2020 (quando la Regione disse che avrebbe spedito il masterplan entro metà marzo dello stesso anno), il 26 giugno 2020 (qui disse che l’avrebbe inviato entro luglio dello stesso anno) e il 3 agosto 2020 (a quel punto pareva quasi un azzardo l’annuncio dell’invio entro settembre dello stesso anno e infatti anche questo finì nel nulla). Si dirà: è colpa del Covid. I tecnici degli uffici regionali al palazzone di via di Novoli a Firenze hanno avuto ben altro da fare nel 2020. E in parte potrà anche essere vero. Ma allora non si capisce come mai la Regione abbia continuamene annunciato l’invio di un piano di bonifica che poi non veniva mai inviato. Fatto sta che ora ci siamo. Il piano è stato mandato finalmente al Ministero dell’Ambiente.
Ma cosa c’è scritto dentro? Intanto partiamo dal generale. Il masterplan del piano di bonifica è la presentazione degli interventi pubblico-privati – perché la ex Sitoco, come è noto, ha una parte di proprietà pubblica e una parte di proprietà privata: Laguna Azzurra – che possono essere realizzati in sinergia tra Ministero, Regione e Comune di Orbetello, da una parte, e Laguna Azzurra, dall’altra. Gli interventi previsti sono tre: il primo è quello di marginamento acquifero superficiale, si ipotizza l’isolamento di parte del canale antistante lo stabilimento con il completamento della barriera fisica e la collocazione di un’area per lo smaltimento tramite fitodepurazione delle acque). Il secondo è l’intervento nel Bacino 1 – un terzo è pubblico, due terzi privato – per il quale si ipotizza la messa in sicurezza permanente del bacino stesso attraverso la sua copertura definitiva, invece di rimuovere e smaltire il materiale. Il terzo comprende l’intervento nel Bacino 2 – che è tutto pubblico – e in questo caso si ipotizza la completa rimozione e smantellamento del materiale come previsto dall’accordo del 2018.
I soldi per fare questi interventi ci sono: 34 milioni e 500mila euro. I tempi di realizzazione nessuno li sa anche perché nessuno sa quando risponderà il ministero dell’ambiente. Anche se dalla Regione pensano che non ci dovrebbe mettere molto e dal Comune di Orbetello lo stesso assessore all’ambiente Luca Minucci dice con fare laconico: «Aspettiamo che il ministero ci convochi a Roma».
Rimane sullo sfondo il progetto di Laguna Azzurra tanto sponsorizzato dal sindaco Andrea Casamenti dei due alberghi e delle case di lusso al posto della ex Sitoco. Ma meglio ragionare un passo alla volta. La ex Sitoco prima di tutto va bonificata. Anche se stavolta, bisogna ammetterlo, almeno un passettino avanti è stato fatto. –
Samuele Bartolini
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