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Grosseto

inac, cia e sani 

Allarme pensioni per gli agricoltori «Sia concessa la regolarizzazione»

Lina Senserini

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grosseto. Pensavano di poter andare in pensione, dopo una vita di lavoro nell’azienda agricola di proprietà, ma quando sono andati a fare la verifica dei requisiti, si sono accorti che mancavano i contributi. È successo a diversi imprenditori agricoli della provincia, che si sono rivolti all’Istituto nazionale assistenza cittadini (Inac), il patronato promosso dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia), per fare domanda di pensione.

Ma molti altri potranno emergere in futuro, se la situazione non sarà sanata. Sì, perché a creare il “danno” è stato il decreto fiscale, il 119 del 2018, emanato dal primo governo Conte, che prevedeva il condono dei debiti fiscali sotto ai mille euro, nei confronti dell’Inps o per tasse governative, nel periodo 2000-2010. Le cartelle esattoriali, dunque, sono state cancellate d’ufficio, senza comunicazione a contribuente. Se il provvedimento ha rappresentato un sollievo per alcune categorie di imprenditori, per i titolari delle aziende agricole (che hanno un diverso sistema di rateizzazione e versamento dei contributi) ha comportato perdere le annualità contributive anche per pochi spiccioli non versati, ritardando così il momento di andare in pensione.

Ad accorgersene, già lo scorso anno, è stato il patronato Inac, il primo a sollevare il caso. «Non esistendo più il debito – spiegano Enrico Rabazzi, direttore Cia, e Sabrina Rossi, direttrice del Patronato Inac – il coltivatore si trova nella situazione paradossale di non poter né sanare il debito, per lo più di poche centinaia di euro, né rivendicare la cifra che ha versato, ma che non vale per il conteggio degli anni di contribuzione. È necessario sanare questa situazione in maniera equa, dando la possibilità a chi non ha pagato di mettersi in regola, nel rispetto di chi invece ha versato le cifre per intero. Oppure restituire la somma versata in parte. La strada potrebbe essere quella legale, ma richiede tempi lunghissimi. Allora ci siamo rivolti ai parlamentari affinché propongano emendamenti alle norme in discussione».

Invito raccolto da Luca Sani, deputato Pd in Commissione finanze della Camera, che ha preannunciato un correttivo al Decreto Sostegni, in discussione al Senato. «Ho già attivato i colleghi senatori – spiega Sani – ma nel frattempo ho presentato il mio emendamento anche alla Camera. Il mio auspicio è che venga accolto, mettendo in sicurezza il diritto alla pensione di una categoria molto rappresentata in Maremma, senza fare regali a nessuno, ma consentendo a chi, per varie ragioni, non ha versato tutto il dovuto, di sanare il debito e recuperare l’anzianità contributiva». —

Lina Senserini

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