Approvato il Piano antincendi per le pinete del litorale
Dopo lo stop per il ricorso degli ambientalisti, la Regione adegua le autorizzazioni. Sulle ripercussioni per il taglio del bosco in Amiata c’è un confronto col ministero
GROSSETO. Dopo lo stop forzato, dovuto al ricorso di alcune associazioni ambientaliste, la Regione Toscana ha dato seguito alle indicazioni contenute nel parere del Consiglio di Stato del giugno 2020 – espresso su richiesta del ministero dell’Ambiente proprio a seguito del ricorso – ha adeguato il proprio Piano specifico di prevenzione antincendi boschivi (Aib) per le pinete litoranee di Grosseto, acquisendo il parere in merito al vincolo paesaggistico e rivedendo l’istruttoria inerente la valutazione di incidenza in materia ambientale.
«Si è perso tempo prezioso», dice Leonardo Marras, assessore regionale all’Economia. Ma «è un passo importante lungo la strada della prevenzione», dice l’assessora all’Agroalimentare Stefania Saccardi.
Il Piano antincendi diventa dunque operativo a tutti gli effetti e la sua approvazione rende possibile dare seguito agli interventi previsti, già in parte realizzati – in virtù di una finestra temporale di sei mesi concessa sempre dal Consiglio di Stato – nell’area di Marina di Grosseto e Principina a Mare, interventi approvati dalla Soprintendenza.
Interventi in atto
Si tratta in particolare di interventi selvicolturali a carico del sottobosco in una fascia ristretta a ridosso degli abitati e delle strutture ricettive, in particolare campeggi, che caratterizzano quel tratto di costa.
Questi interventi, spiega la Regione, consentono l’alleggerimento del sottobosco, nella rimozione di rami secchi e nell’eliminazione di pochi esemplari di pini disseccati. Gli stessi verranno sostituiti con nuovi esemplari di Pino domestico. Sono in corso gli interventi nella fascia pinetata a ridosso delle abitazioni e delle strutture ricettive per raggiungere l’obiettivo della discontinuità orizzontale delle chiome. Gli interventi proseguiranno su altre superfici contigue all’abitato di Marina di Grosseto, relative sia a zone di interfaccia urbano/bosco che ad aree strategiche di interfaccia. La ripresa degli interventi si prevede in autunno per completare quanto previsto per quest’anno. A breve partiranno anche gli interventi previsti nell’area di Castiglione della Pescaia.
Cosa cambia
Ma cosa cambia nel Piano approvato rispetto a quello impugnato da alcuni ambientalisti? Rispetto alla prima stesura – spiegano gli uffici tecnici della Regione – il Piano è rimasto lo stesso. Il Consiglio di Stato richiedeva di sottoporlo al parere della Soprintendenza in merito al vincolo paesaggistico e a una revisione della procedura di valutazione di impatto ambientale. A queste cose la Regione ha provveduto, verificando con i soggetti competenti gli interventi previsti, gli impatti e le diverse implicazioni.
«La ridotta superficie interessata dagli interventi, 485 ettari in dieci anni sul complesso di 3.640 ettari della superficie interessata dal Piano – dice ancora la Regione – costituisce la particolarità di questi piani di prevenzione che individuano i cosiddetti punti strategici di gestione, aree ristrette laddove è necessario intervenire con operazioni selvicolturali per ridurre il rischio di incendio. Il Piano non incide sulle aree di maggior tutela».
In Amiata
L’approvazione del piano antincendi per le pinete ha avuto un’inattesa ripercussione anche sulla selvicoltura amiatina. Il parere del Consiglio di Stato ha infatti riconosciuto la necessità di sottoporre ogni intervento di taglio e disboscamento alla preventiva richiesta di parere in merito al vincolo paesaggistico. E questo comporta un sovraccarico burocratico intollerabile per i boscaioli. «Su questo tema – spiega la Regione – è in atto un tavolo di lavoro tra il segretariato del ministero per i Beni e le attività culturali e Regione Toscana al fine di definire linee guida comuni per stabilire ciò che sarà possibile eseguire all’interno delle aree vincolate». —
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