Il presidio
Il sindaco chiude le panetterie per le festività
L’ordinanza di Borghini impedisce l’apertura anche dei negozi alimentari. «Troppi contagi, è per evitare le vignate»
monte argentario. Sorpresa: per Pasqua e per Pasquetta niente pane fresco, e non solo. Sul Promontorio resteranno chiusi i panifici ma anche i negozi di alimentari, oltreché i mercati e i cimiteri di Porto Santo Stefano e Porto Ercole. Così ha deciso il sindaco Franco Borghini firmando ieri un’ordinanza ad hoc.
Si salvano le edicole, le farmacie e le parafarmacie, che saranno regolarmente aperte secondo i loro orari, oltre alle tabaccherie che fanno parte dei monopoli di Stato e possono essere regolamentate solo da provvedimenti statali (o regionali). Si possono però vendere generi alimentari e beni di prima necessità tramite consegne a domicilio, su ordinazione online o telefonica.
L’obiettivo del sindaco è: limitare al massimo la circolazione dei cittadini e tenere la gente a casa nei due giorni festivi. La decisione è stata presa dopo una riunione con le forze dell’ordine locali, nella quale è stato ribadito l’obiettivo di tenere a freno la risalita dei contagi da coronavirus: se il 12 aprile infatti la Toscana dovesse rientrare nella zona arancione, Monte Argentario – ad oggi – rischia di rimanere rossa.
Le persone positive sono 54: è il numero di contagi più alto che si è registrato registrare sul Promontorio durante la pandemia, e lo spettro della soglia settimanale dei 250 casi su 100mila abitanti è attualmente più che una possibilità.
La scelta del sindaco ha fatto scattare un tam tam sui social medica: e c’è chi si è addirittura chiesto se fosse un pesce d’aprile; l’opinione pubblica si è insomma divisa tra chi ritiene la decisione giusta e chi, invece, ha trovato eccessiva la chiusura delle attività di prima necessità e, in qualche caso, anche dei cimiteri.
«Dobbiamo limitare la circolazione delle persone – spiega il sindaco Borghini – Tutto può portare a una motivo per uscire fuori di casa, anche andare a comprare il pane. Così invece non ci sono scuse. Sono comprese tra le chiusure le attività alimentari dei mercatini rionali e i supermercati. Il tutto – sottolinea il sindaco – anche per evitare l’organizzazione delle classiche vignate in campagna, a cui gli abitanti dell’Argentario sono tradizionalmente molto legati. «Non potevamo rischiare di lasciare i negozi aperti a Pasqua e Pasquetta – aggiunge Borghini – quindi di concerto con le forze dell’ordine abbiamo deciso per queste chiusure. Lo scorso anno ci pensò la Regione a chiudere, quest’anno ci siamo anticipati essendo il nostro un comune che ha un andamento dei contagi molto elevato».
Solleciti dal sindaco anche per le seconde case. «Ho sentito la necessità di invitare i proprietari ad astenersi dal raggiungere nel periodo pasquale le loro abitazioni – conclude Borghini – conscio di chiedere loro una difficile rinuncia e un pesante sacrificio. Ma la situazione richiede, a tutti, di modificare le proprie abitudini per tornare alla normalità il prima possibile. Questo anche alla luce dell’ordinanza regionale che fa esplicito divieto di raggiungere da fuori regione le seconde case». –
Andrea Capitani
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