Il presidio
Un pensionato: «Sono stato aggredito da un medico»
Grosseto. Ha denunciato ai carabinieri un oculista: «Mi ha lanciato contro un collirio», e l’Asl apre un'indagine.
GROSSETO. Se fosse la scena di un film la si potrebbe liquidare con una battuta: l’oculista non ci ha visto più. Perfetta sintesi di un medico che, davanti a un paziente con un problema all’occhio, gli scaglia contro un flacone di collirio, prescritto da un altro medico, perché lo ritiene inadatto. Purtroppo, però, non è un film, ma un fatto che sarebbe avvenuto nei giorni scorsi durante una visita oculistica nella sede Asl di via Don Minzoni a Grosseto. Un fatto che è stato denunciato da un paziente e su cui ci sono una denuncia ai carabinieri e un’indagine interna all’Asl.
Il paziente è Giuseppe Iorio, 66 anni, pensionato, che il 22 marzo si è presentato alla visita specialista con uno degli oculisti dell’Asl che hanno l’ambulatorio nella palazzina.
«Da tempo avevo una congiuntivite a un occhio – racconta Iuorio al Tirreno – e per questo il medico di base mi aveva prescritto un farmaco». Il problema non passa, e così lo stesso medico chiede per Iuorio una visita specialistica con un oculista.
«Lunedì 22 marzo – racconta Iuorio – vado a fare la visita in via Don Minzoni. L’oculista mi chiede qual è il problema. Gli dico che il medico di base, per curare la congiuntivite, mi aveva prescritto un farmaco a base di cortisone e glielo mostro, visto che me l’ero portato dietro per mostrarglielo».
A quel punto, stando al racconto di Iuorio, succede l’incredibile. «L’oculista ha preso il flacone – dice il pensionato – e improvvisamente me l’ha lanciato addosso, per fortuna senza colpirmi, dicendomi che il mio medico non si doveva permettere di prescrivere un farmaco a base di cortisone, che sicuramente mi aveva provocato dei danni all’occhio, e che avrebbe dovuto prescrivere subito una visita specialistica».
Iuorio è sbalordito, spaventato e incredulo dalla reazione. «Gli ho chiesto che gli fosse preso – continua il racconto – e perché mi aveva tirato addosso il flacone. Mi ha detto che era “per una sollecitazione”. Poi mi ha visitato e ha concluso: “Come volevasi dimostrare, lei ha subito un danno oculare”. Quindi è finita la visita».
Ma non è finita la vicenda. «È normale una reazione del genere? Secondo me no. E vorrei capire se è successo solo a me o anche ad altri», dice.
Così ha informato a voce la direzione di via Don Minzoni, ha scritto per conoscenza al suo medico di base e poi ha sporto denuncia querela dai carabinieri per “minaccia”.
«Come è possibile – chiede – che un “professionista” abbia una reazione del genere davanti a un paziente? È solo grazie alla mia pazienza e tolleranza se non ho reagito. Ma non tollero che nella sanità pubblica si verifichino cose del genere. Io credo nella sanità pubblica e mi anima una passione civile che non può sorvolare su fatti come questo. Mi aspetto risposte dall’Asl e provvedimenti adeguati contro questo signore che definire arrogante è un eufemismo».
Alla richiesta di spiegazioni, fatta ieri dal Tirreno, la Asl Toscana sud est informa che ha avviato un’indagine interna sull’accaduto per verificare come si sono svolti i fatti. —
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