Italia
Numero unico emergenze 112 La Regione rassicura: come ora
grosseto. Con il numero unico delle emergenze 112 – che dal 27 aprile sostituirà il 113, il 115 e il 118 – la modalità di invio dei soccorsi non cambia rispetto a ora, anche se la centrale che riceverà la chiamata è a Firenze. Questa, in sintesi, la risposta della Regione Toscana al difensore civico regionale Sandro Vannini rispetto ai timori, sollevati dall’associazione Grosseto al centro, di disagi a causa dello spostamento a Firenze della centrale.
Con il passaggio a Firenze e l’impiego di personale lontano dalla provincia diGrosseto il timore è che, non conoscendo il territorio, possano verificarsi problemi a localizzare le persone. Il Tirreno se n’è occupato giorni fa e da lì il difensore civico ha preso spunto per chiedere lumi alla Regione.
Ha risposto il direttore del servizio Sanità, welfare e coesione sociale della Regione Carlo Rinaldo Tomassini.
Tomassini spiega che anche ora la telefonata di emergenza è gestita in due fasi: l’utente viene prima localizzato (in modo gli si possa intanto inviare un’ambulanza, un camion dei vigili del fuoco o quel che richiede la situazione) e poi, mentre mezzi e personale sono in viaggio, si gestisce operativamente la segnalazione: in caso di incidente, ad esempio, si chiedono domande sullo stato di salute; in caso di incendio, se ci sono danni e così via.
«Con il Nue (numero unico europeo delle emergenze) – dice Tomassini – il processo non cambia; le fasi rimangono due. La Cur (centrale operativa regionale) si occupa di effettuare, oltre al filtro delle chiamate improprie, la localizzazione al fine di individuare la centrale operativa di secondo livello competente; al Nue non compete la gestione operativa e pertanto l’invio del mezzo di soccorso/forze di polizia, rimane in carico alle attuali Centrali operative di riferimento territoriale» che «conservano la responsabilità della gestione operativa, compresa l’ottimizzazione della localizzazione al fine dell’invio del mezzo operativo, per cui viene a conservarsi la conoscenza del territorio da parte delle centrali locali. Il passaggio dell’utente dal Nue all’emergenza sanitaria è particolarmente facilitato dal cosiddetto processo di “accompagnamento”, per mezzo del quale una volta che l’utente ha dichiarato il comune presso cui ha bisogno, la Cur “aggiunge” alla telefonata l’infermiere dell’emergenza sanitaria. Quest’ultimo rimane in ascolto mentre il tecnico del Nue completa la localizzazione, per poi prendere la parola per effettuare la propria parte. In sostanza l’utente non appena ha dichiarato dove si trovi, inizia a parlare con l’infermiere per quanto attiene gli aspetti sanitari, senza che percepisca discontinuità o si determini attesa».
Quanto al personale impiegato, che secondo Grosseto al centro non sarebbe “professionista” (oggi se chiami il 115 risponde un vigile del fuoco; il 113 e risponde un poliziotto) Tomassini spiega che «è costituito da professionisti, dipendenti del servizio sanitario nazionale inquadrati quali assistenti tecnici», formati da formatori esperti di Areu, azienda capofila del progetto Nue in Italia». — F.F.
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