Il presidio
«Eliminare le deroghe e mettere a disposizione un sito autorizzato»
gessi rossi: la mozione di galletti alla regione
scarlino. «La relazione sull’inquinamento derivante dall’utilizzo dei gessi rossi prodotti a Scarlino, presentata dal presidente della Commissione parlamentare ecomafie, non solo mette in imbarazzo la Toscana per una grave questione di inquinamento, denunciata per anni dai comitati ambientalisti locali, ma solleva anche nuovi elementi con cui la politica regionale deve fare i conti. In primis il fatto che il rifiuto gesso rosso rispetta i requisiti per essere impiegato nei recuperi ambientali delle ex cave esaurite, solo perché un decreto dirigenziale della Regione Toscana ne deroga i limiti. Queste deroghe devono essere eliminate».
Così Irene Galletti, presidente del Gruppo Movimento 5 Stelle Toscana, commenta l’evoluzione dei fatti attorno alla questione dei gessi rossi di Scarlino e annuncia una mozione urgente per porre rimedio.
«La tutela della salute e dell’ambiente devono essere prioritari rispetto alle decisioni che la politica dovrà assumere - dice - Tutto questo senza ripercussioni sui posti di lavoro».
«Per fare questo – annuncia Galletti – ho deciso di sottoporre all’assemblea toscana una mozione urgente, che vincoli la giunta regionale a seguire la direzione già tracciata dalla commissione parlamentare, attraverso tre chiari impegni: il primo è quello relativo all’eliminazione delle deroghe ai limiti di legge per cromo e vanadio, stabilite nel 2017 dalla Regione Toscana. Il secondo impegno è quello di mettere a disposizione della società Venator un sito di discarica autorizzata e capace di accogliere in sicurezza i gessi rossi, annullando le autorizzazioni in essere per il ripristino della cava di Montioni».
E conclude: «Come ultimo impegno, ma non meno importante, quello di illustrare al consiglio regionale un piano per il mantenimento occupazionale, anche relativo all’indotto, salvaguardando al contempo l’ambiente e la salute umana».—
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