Il Tirreno

Grosseto

la strage dell’erasmus 

Vivarelli Colonna impegna il consiglio «Giustizia per Elena»

Vivarelli Colonna impegna il consiglio «Giustizia per Elena»

2 MINUTI DI LETTURA





gavorrano. I genitori di Elena Maestrini, insieme a quelli delle altre ragazze morte nella strage dell’Erasmus avevano scritto pochi giorni fa al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere che anche la magistratura italiana si occupi del caso. E ora, a quella richiesta, si aggiunge anche quella del consiglio comunale di Grosseto che ieri mattina ha dato il via libera alla proposta del sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna per far sì che le richieste dei genitori della ragazza ottengano una risposta.

Elena, gavorranese, è morta cinque anni fa mentre viaggiava su un bus nell’incidente Erasmus in Spagna. Da quel momento la famiglia si batte per avere giustizia per lei e per le altre ragazze che, assieme a lei, hanno perso la vita.

«L’obiettivo – è scritto nell’ordine del giorno approvato durante il consiglio comunale – è quello di dare giustizia alle ragazze scomparse, provare a sensibilizzare i legislatori affinché dai terribili errori e dalle leggerezze verificatesi in quella vicenda siano emesse nuove normative in materia di sicurezza dei viaggi in autobus a tutela di tutti quei giovani che continueranno a compiere esperienze di vita e d’integrazione socioculturale grazie anche a Erasmus. Proprio Erasmus continua a essere fondamentale per giovani. Le università che indicano ai propri studenti dove poter svolgere il progetto devono pretendere maggior sicurezza dalle Università ospitanti e fissare regole più precise almeno per tutte quelle associazioni che gravitano e assistano il mondo universitario».

La famiglia di Elena Maestrini chiede inoltre nella lettera, così come riportato anche nel testo dell’ordine del giorno, perché la magistratura italiana non abbia aperto un’inchiesta parallela il giorno successivo alla tragedia. Si augura inoltre che da adesso lo Stato italiano, Erasmus Plus, le università delle ragazze e infine non per ultimo le Regioni di provenienza delle studentesse – e quindi la Regione Toscana – dimostrino la loro seria e concreta volontà di costituirsi parte civile.

A seguito del consiglio comunale il sindaco si è impegnato a mettere in campo tutte le azioni possibili per raggiungere il risultato. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera