Il presidio
Nasce (pensando a Dante) il Gruppo falconieri
Ne fanno parte appassionati anche da fuori provincia: lo scopo è divulgare la storia e le antiche tradizioni locali
Lina Senserini
Grosseto. Pare che anche Dante Alighieri avesse dimestichezza con la falconeria. Lo dimostra nella Divina Commedia dove il falco è protagonista di versi immortali, nelle cantiche dell’Inferno, nel Purgatorio e del Paradiso.
È anche pensando al 700esimo anniversario della morte del sommo poeta che, due giorni fa, si è costituito il Gruppo falconieri, all’interno di Federcaccia provinciale. L’obiettivo è restituire alla caccia la sua connotazione culturale, sempre in secondo piano rispetto a quella sportiva, attraverso una pratica come la falconeria, riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’Unesco e la cui storia si perde nei secoli. Tanto che le è dedicato un prezioso tomo, il “De arte venandi cum avibus”custodito nei Musei vaticani. In un anno «importantissimo che rappresenterà anche una nuova rinascita, dopo la terribile pandemia che ha trasformato le nostre vite», spiega il responsabile del gruppo Gianluca Barone, falconiere professionista, residente a Monteriggioni, ma iscritto a Federcaccia Grosseto, «vogliamo rendere omaggio a Dante che evidenzia in modo ineccepibile le sue conoscenze etologiche, in molto casi nate da osservazioni dirette se non addirittura da esperienze venatorie intensamente vissute sulle colline di Firenze e nelle impenetrabili macchie della Maremma. E vogliamo allo stesso tempo far conoscere la caccia praticata con il falcone, un’arte antica e nobile». Del resto, l’impegno di Federcaccia, oltre alla gestione del territorio, alla salvaguardia del patrimonio ambientale, a un corretto e sostenibile prelievo della fauna selvatica, è quello di quello di divulgare le tradizioni, l’arte e la storia della Maremma.
Del gruppo, che sarà presentato pubblicamente quanto prima, fanno parte tra gli altri, i falconieri Redo Settembrini e Tiziano Filoni, di Montiano, Mauro Castaldo di Grosseto, Manuela Raini, aretina, ma iscritta a Federcaccia in Maremma, e Luca Bececco animatore del gruppo e appassionato falconiere. E proprio Bececco fa riferimento al XVII canto dell’Inferno, dove Dante descrive il volo di Gerione «con una similitudine che solo un falconiere può capire completamente – spiega Bececco – quando il mostro, costretto a trasportare Dante e Virgilio, scende volando svogliatamente verso l’ottavo cerchio di Malebolge. E qui, appunto, atterra come un falcone che ha volato a lungo senza trovare prede e, stanco, invece di ritornare sul braccio del suo falconiere, si posa lontano da lui, sdegnoso e corrucciato». —
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