Il presidio
Prostituzione con le trans, Scatena va ai domiciliari
Il giudice ha deciso la scarcerazione dell’uomo accusato di aver organizzato un giro nel Grossetano: da tempo non avrebbe avuto più contatti con gli indagati
Francesca Gori
MASSA MARITTIMA. Fabio Scatena, il sessantenne di Massa Marittima arrestato nell’ambito dell’inchiesta dei carabinieri sul giro di prostituzione nella città del golfo, insieme ad Aziza Essat, 40 anni, e al marito Nicola Bergamini, 46 anni, è stato scarcerato: il giudice ha disposto per l’uomo gli arresti domiciliari.
A chiedere che la misura di prevenzione fosse attenuata è stato l’avvocato Franco Ciullini che assiste l’uomo: richiesta alla quale il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, ha prestato il proprio consenso.
Scatena era stato arrestato con l’accusa di sfruttamento della prostituzione e di favoreggiamento, come la coppia follonichese che gestisce il bar Senzuno. Scatena, oltre a collaborare nel giro follonichese, a un certo punto si sarebbe allontanato dalla coppia per spostarsi su Grosseto, dove avrebbe gestito, insieme a un altro uomo. Il sessantenne, quando si è trovato di fronte al giudice Giovanni Muscogiuri per l’udienza di convalida, ha deciso di rispondere alle domande, aggiungendo così dettagli utili alle indagini, spiegando però di aver avuto soltanto un ruolo di collaborazione e di “servizio” nei confronti della donna accusata di aver affittato alcuni appartamenti a donne e trans prostitute.
Avrebbe operato come tuttofare, per portare le prostitute nelle abitazioni che venivano loro assegnate e facendo per loro piccoli servizi come la spesa e acquisti vari. «Lo stesso appare estraneo a vicende organizzative e lucrative – scrive l’avvocato Ciullini – derivanti direttamente delle prestazioni sessuali rese dalle prostitute limitandosi a ricevere semplicemente dei piccoli emolumenti, dell’ordine di circa 10 euro per tali attività».
Il sessantenne ha anche raccontato che nelle poche occasioni nelle quali era andato a riscuotere soldi dalle donne e dalle trans prostitute dell’affitto degli appartamenti, aveva ricevuto alcun compenso per quel servizio ma si sarebbe limitato a trasferire il denaro alla coppia, o in contanti o attraverso Postepay.
Scatena, inoltre, dal novembre del 2019 avrebbe cessato ogni rapporto con Essat e il marito. «Da allora non ha più avuto contatti con quell’ambiente – scrive ancora l’avvocato – e non ha svolto più nessun intervento in favore delle prostitute». Ci sarebbe poi un altro dettaglio che avrebbe convinto il giudice: l’assenza di disponibilità economica e di depositi bancari che certificherebbe il fatto che l’uomo aveva svolto solo dei piccoli servizi.—
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
