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Accoltellato a due passi dal centro L’aggressore scappa, è caccia all’uomo
Si è allontanato in sella a una bicicletta: il ferito è un libico di 36 anni, s’indaga nel mondo dello spaccio di droga
Francesca Gori
GROSSETO. È stata questione di una manciata di secondi. La lama, probabilmente abbastanza lunga da provocare il collasso di un polmone che entra nel costato. L’uomo che grida, dal dolore e l’altro, il suo aggressore che scappa subito dopo in sella alla bicicletta.
Non sono ancora le 17 quando l’uomo, 36 anni originario della Libia, si trascina sulle sue gambe fino all’angolo tra via Monfalcone e via Oberdan e si accascia per terra. La pattuglia dei carabinieri della compagnia di Grosseto. Un militare scende dall’auto di servizio, vede che l’uomo per terra trema, si toglie il giubbotto e glielo mette addosso, mentre aspetta l’arrivo del 118 che si precipita per portare l’uomo all’ospedale. È il gesto d’umanità che riporta tutto alla sua immagine reale: per terra c’è un uomo, in condizioni gravissime mentre chi lo ha ridotto in quel modo si è dato alla fuga. Sullo sfondo, probabilmente, una questione di droga.
Poco a poco, dalle case che si affacciano su via Oberdan, su via Monfalcone e su via Damiano Chiesa, teatro dell’aggressione di ieri pomeriggio, i residenti scendono per strada.
«Ero affacciato sul terrazzo di casa mia – racconta un uomo – ho visto che l’uomo che era in bicicletta faceva pochi metri e si fermava ad aspettare l’altro, che camminava sul marciapiede. Lo ha fatto due o tre volte, poi a un cero punto si è fermato e lo ha colpito». Non c’era solo lui, affacciato, ieri pomeriggio: con il sole e la zona rossa, chi ha la fortuna di avere un terrazzo, qualche minuto fuori lo passa volentieri. Ma nessuno si è subito reso conto che quel colpo era stato, in realtà, una coltellata. Se ne sono accorti dopo, quando – scesi per strada – hanno seguito la scia di sangue che arrivava fino a via Oberdan. «Sembrava che gli avesse tirato un pugno – dice ancora l’uomo – prima di scappare verso via Roma in sella a una bicicletta nera».
I carabinieri del nucleo investigativo della compagnia di Grosseto si sono messi subito al lavoro per trovare chi ha tentato di uccidere il trentaseienne libico. Un’aggressione alla quale hanno assistito diverse persone che sono state sentite immediatamente dai militari intervenuti. Intanto, l’uomo rimasto ferito, ieri è stato portato all’ospedale Misericordia di Grosseto: i medici, viste le sue condizioni, gravissime, avevano già allertato l’elisoccorso Pegaso per portarlo alle Scotte di Siena, ma il trasferimento è stato rimandato a ieri, in tarda serata. L’uomo infatti doveva essere stabilizzato prima di salire sull’elisoccorso ed è stato necessario sottoporlo a un delicato intervento chirurgico che è durato per qualche ora dopo che dalla tac era emerso che aveva appunto un polmone collassato a causa della ferita.
I carabinieri del nucleo investigativo stanno ora cercando di ricostruire quello che è accaduto e hanno già acquisito le immagini di videosorveglianza della zona. Una zona definita dai residenti tranquilla, dove difficilmente ci sono stati problemi. «Qualche episodio di spaccio è capitato – dicono – ma disordini mai»: ieri, però, prima delle 17, si è scatenata la follia e un trentaseienne ha rischiato di morire sotto gli occhi di chi stava passando la domenica in casa. –
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