Il Tirreno

Grosseto

la relazione della commissione antimafia 

Caso gessi rossi Il centrodestra chiede risposte ai vertici Venator

Giulia Sili
Caso gessi rossi Il centrodestra chiede risposte ai vertici Venator

Lynn propone un consiglio comunale aperto, a Scarlino il Comune convoca la consulta, FdI: stop allo smaltimento 

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Giulia Sili

SCARLINO. C’è chi propone un consiglio comunale aperto, al quale invitare le rappresentanze della Venator e della Commissione parlamentare Ecomafie, e chi vuole affidare la discussione alla consulta dell’ambiente e c’è poi chi chiede alla Venator di dare delle risposte tecniche ben precise: la questione dei gessi rossi, il materiale di scarto prodotto dall’azienda del comparto chimico di Scarlino, è molto discussa tra i politici e le amministrazioni di destra.

Quanto emerso sui gessi rossi dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti è allarmante: nella relazione si parla di inquinamento della falda connesso alla gestione del rifiuto nella cava di Montioni. A Follonica il consigliere comunale della civica di centrodestra Charlie Lynn ha proposto alle forze presenti in consiglio, sia di maggioranza che di opposizione, di convocare un consiglio comunale aperto invitando le rappresentanze della Venator e della Commissione parlamentare Ecomafie per capire cosa si può fare oggi per risolvere il problema. Lynn si chiede perché l’ambiente e il lavoro non possano convivere nella piana del Casone. «La questione ci riguarda da vicino perché nel mezzo del parco di Montioni c’è una cava coperta di gessi rossi che a detta della Commissione parlamentare era tutt’altro che inerte – dice Lynn – dobbiamo unire il consiglio comunale nel tentativo di arrivare ad un confronto autentico e costruttivo».

Il Comune di Scarlino ha già un appuntamento in calendario: lunedì 12 aprile è stata convocata la consulta dell’ambiente per discutere della situazione dei gessi rossi oltreché delle ultime vicende relative all’inceneritore. L’organo comunale è composto dalla sindaca Francesca Travison, dal vicesindaco Luciano Giulianelli, dal consigliere comunale con delega all’urbanistica, Cesare Spinelli, dai consiglieri di minoranza Marcello Stella (Scarlino Insieme) e Paolo Raspanti (Fratelli d’Italia) e dai membri esterni Mario Monciatti, Roberto Barocci, Matteo Ulivelli e Andrea Pimpinelli. «La tutela ambientale è una priorità per la nostra amministrazione comunale così come è fondamentale difendere i posti di lavoro e tutelare l’economia del territorio – dicono Spinelli e Giulianelli – Valuteremo tutti gli aspetti in gioco, basandoci su documenti e analisi».

Sulla questione interviene anche Fratelli d’Italia di Scarlino con Salvatore Aurigemma e Paolo Raspanti che chiedono uno stop al ripristino della cava di Montioni per avere delle risposte dall’azienda. «È di tutta evidenza – dicono Aurigemma e Raspanti – che la relazione della Commissione sconvolge i piani dell’azienda e mette sotto pressione i poteri decisionali del territorio, chiamati a prendere posizione per la salvaguardia dell’ambiente e, al tempo stesso, cercare di salvare centinaia di posti di lavoro in un momento di grave crisi occupazionale».

Ma per Fdi il fatto che i gessi rossi siano considerati «rifiuti pericolosi da smaltire in discarica», impone quanto prima uno stop al loro smaltimento per i ripristini ambientali e il ripensamento di tutta la filiera della produzione del biossido di titanio. Per questo per Fdi è adesso importante allestire un tavolo politico e tecnico. «È necessario che Venator, in tempi abbastanza celeri, porti al tavolo di confronto delle proposte tecniche in grado di superare l’attuale situazione di incompatibilità dei suoi reflui con l’ambiente», concludono Aurigemma e Raspanti. —

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