Il presidio
Acquisivano società poi le facevano fallire
Avrebbero distratto beni per oltre centomila euro Denunciati tre quarantenni, sono accusati di bancarotta
grosseto. Acquisivano società in vari settori, società che non stavano navigando in acque troppo tranquille ma che avevano ancora i numeri per continuare a lavorare e le portavano al fallimento, distraendo i beni delle stesse società. Un’attività che nell’arco di diversi mesi, avrebbe portato i tre ad intascare più di centomila euro e sancire la morte di almeno quattro aziende.
Gli uomini del nucleo di polizia economico - finanziaria della guardia di finanza di Grosseto ha denunciato tre uomini, tutti grossetani di età compresa tra i 40 e i 50 anni per il reato di bancarotta fraudolenta.
I militari delle fiamme gialle hanno condotto una delicata indagine che ha permesso loro di acquisire tutta la documentazione necessaria a incastrare i tre uomini: documenti amministrativi e contabili riferibili a diverse società maremmane, portate purtroppo al fallimento da parte dei tre che, subentranti nella gestione negli ultimi anni e ben prima della pandemia Covid, ne hanno ricoperto varie cariche e ruoli.
Queste tre persone, invece di “creare valore” e lavorare affinché le società continuassero a produrre reddito e lavoro, nel tempo hanno portato al dissesto delle imprese e al loro fallimento.
In questo contesto, i finanzieri hanno riscontrato distrazioni di parti dei patrimoni aziendali: i tre uomini utilizzavano una tecnica contabile ben precisa, ovvero quella di inserire passività false, , con il successivo pagamento, a se stessi o ad altre società sempre a loro riconducibili, dei relativi crediti fittizi; il tutto tramite varie operazioni in uscita dai conti correnti aziendali.
Società che operavano nel settore del commercio, della distribuzione: erano queste le vittime designate dei tre uomini, dalle quali, stando ai risultati delle indagini della guardia di finanza, avrebbero distratto oltre 100 mila euro di beni, facendo finire allo stesso tempo sul lastrico le famiglie delle persone che lavoravano in quelle società spolpate e poi portate al fallimento. La guardia di finanza, soprattutto in questo particolare periodo connotato da problematiche socio-economiche legate al Covid-19, ha come principale obiettivo la tutela dell’economia legale, individuando e contrastando i fenomeni di illegalità economico-finanziaria più insidiosi. L’attività dei finanzieri infatti, è orientata in modo mirato sulle persone che hanno un elevato e concreto profilo di rischio e sugli illeciti economici che più danneggiano le realtà economiche sane, oltre alle regole della concorrenza e del mercato. — F.G.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
