Il Tirreno

Grosseto

MASSA MARITTIMA 

Il Comune mette all’asta i terreni Ma sono occupati dall’allevatore

G.S.

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massa marittima. I 24 ettari che costituiscono la tenuta di Poggio al Mugnaio, nelle campagne di Massa Marittima, sono stati venduti all’asta lo scorso 18 febbraio per 272mila euro. Il bene, però, non può ancora passare nelle mani dell’acquirente perché è occupato tutt’oggi da Graziella Vanni e da Giuliano Aronne, madre e figlio. I due lavorerebbero lì da tempo: «L’occupazione dei terreni è stata continuativa, dal 1991 – aveva spiegato nei giorni scorsi l’avvocato Giovanni Livio Sammatrice – e ben tollerata dalle amministrazioni che si sono succedute. Addirittura nel 2001 l’allora sindaco riconosceva l’utilizzo del terreno da parte degli Aronne. E una successiva amministrazione si era prodigata, ancora per scritto, per far trovare altri pascoli alla famiglia. Dunque ne venivano riconosciuti i diritti».

L’amministrazione comunale di Massa Marittima ha però proseguito per la sua strada: non solo ha deciso di procedere con un nuovo sfratto così da poter consegnare i terreni al nuovo acquirente ma intende anche ottenere da Aronne e da Vanni 25 mila euro. La somma era stata stabilita come risarcimento al Comune nel 2017: il tribunale di Grosseto aveva infatti riconosciuto quella cifra per i danni, i risarcimenti e per le spese legali sostenute. Soldi che però, ad oggi, non sono ancora stati versati.

Proprio per questo motivo l’amministrazione intende effettuare una ricerca approfondita, così da individuare eventuali possedimenti degli Aronne: beni mobili o immobili che venduti potrebbero permettere al Comune di entrare in possesso dei 25 mila euro di cui è creditore.

È dal 2013 che il Comune di Massa Marittima tenta di tornare in possesso di quei terreni occupati senza titolo dai due allevatori che nel 2015 avevano anche provato a fare domanda di usucapione. Il tribunale aveva però accolto la domanda del Comune, ordinando ai due di lasciare immediatamente i terreni e i fabbricati che stavano occupando. In quello stesso anno sono poi state attivate le procedure per eseguire lo sfratto degli immobili di Poggio al Mugnaio che erano stati occupati. Aronne e la madre si sono rivolti all’avvocato Sammatrice per sporgere due querele: una perché lo scorso 8 febbraio la polizia locale, accompagnata dal personale del canile, si era presentata al podere per prelevare alcuni cani, la seconda perché lo scorso 26 febbraio era stata rimossa una recinzione lunga 50 metri, gesto che aveva comportato la fuga di 13 pecore. L’avvocato Sammatrice aveva sostenuto di non mettere in discussione il diritto del Comune di mettere il podere all’asta ma di contestare il fatto che nel bando non fosse indicato che i terreni erano occupati. — G.S.

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