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“Tornando a casa” progetto per i disabili
Due appartamenti per soggiorni all’insegna dell’autonomia Un’idea di “Oltre lo sguardo”, cinque partecipanti alla volta
ORBETELLO. Vivere il dopo di noi, nel durante noi, portando “briciole di felicità” nella vita di tanti disabili e delle loro famiglie.
Questo il senso del progetto “Tornando a casa”, partito da alcuni giorni a Orbetello in due appartamenti a due passi dalla laguna, nella zona di Neghelli. Il progetto nasce da un’idea di “Oltre lo sguardo” ed è sostenuto economicamente da “Margherone fa cose”, l’associazione fondata da Antonella Alessandri, madre di Margherita Nardone scomparsa in un incidente in montagna. L’iniziativa consentirà ai ragazzi disabili di vivere in una condizione di autonomia all’interno di strutture alternative alla residenzialità classica, con soggiorni dai due ai 15 giorni. Soggiorni residenziali per i disabili, gratuiti anche per le famiglie, per creare un futuro abitativo e un percorso di vita alternativo alle strutture classiche.
Il progetto è stato dedicato a Maria Pilar Buzzetti, l’operatrice del World Food Programme scomparsa due anni fa nell’incidente dell’Ethiopian Airline in cui persero la vita 8 italiani. Maria Pilar si stava dirigendo ad Addis Abeba quando l’aereo precipitò. Grazie alla mamma, Annarita Giammetta, e a Elena Improta, presidente di “Oltre lo sguardo”, è stato possibile inserire il progetto in un bando d’assegnazione fondi, assicurandogli una continuazione anche nei prossimi anni. Il progetto prevede la creazione di nuovi spazi in cui le persone con disabilità possono sperimentarsi quotidianamente con progetti abilitativi individualizzati, laboratoriali occupazionali, tutoraggi didattici, tirocini lavorativi e soprattutto percorsi finalizzati alla vera e propria autonomia in appartamenti.
Il tutto nel rispetto dei principi dettati dalla legge “Durante e Dopo di noi” che promuove il co-housing, sempre seguiti da personale esperto e specializzato. «Tornando a casa coinvolgerà persone con disabilità che necessitano di percorsi d’autonomia, principalmente residenti a Roma e provincia o nella zona Distretto delle Colline dell’Albegna – spiega Elena Improta – I soggiorni di norma coinvolgeranno un numero massimo di cinque partecipanti alla volta, avranno durata variabile tra i due giorni e i 15 giorni e si svolgeranno a Orbetello presso gli immobili in uso a Oltre lo sguardo Onlus, sia presso le residenze dei partecipanti e, o presso il vivaio Il Pitorsino di Ansedonia e in strutture a Roma e provincia».
«Il progetto – ha aggiunto a questo proposito Improta – avrà una durata di circa due anni che potrà variare sia in base alle esigenze che i partecipanti esprimeranno concretamente, durante la fase esecutiva del progetto, in termini di durata e frequenza delle attività, sia in base alle restrizioni derivanti dall’emergenza sanitaria Covid-19». —
Ivana Agostini
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