Il presidio
Sì ai pozzi geotermici nel cuore del Morellino
La Regione autorizza Terra Energy allo scavo a Pomonte Preoccupati Consorzio, Vignaioli, Coop agricola e sindaco
Francesca Ferri
scansano. Doccia fredda per Scansano. Nei giorni scorsi la Regione ha autorizzato la società Terra Energy srl ha scavare due pozzi esplorativi fino a 3.500 metri per la ricerca di fluido geotermico a Pomonte.
Due pozzi che, nei timori della comunità, preludono allo sfruttamento industriale nella produzione di energia geotermoelettrica nel cuore del Morellino, uno dei vini più conosciuti e tra i più distintivi della provincia. Tanto che il presidente del Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano, Bernardo Guicciardini Calamai, il presidente della Cantina cooperativa del Morellino di Scansano, Benedetto Grechi, il presidente della cooperativa agricola di Pomonte, Graziano Chelli, e il sindaco Francesco Marchi hanno inviato una lettera congiunta alla Regione Toscana per chiedere di revocare le due delibere con le quali la giunta ha autorizzato i sondaggi geotermici.
«La Regione Toscana fa una bruttissima sorpresa al territorio del Comune di Scansano», si legge nella lettera. Con l’autorizzazione «vengono vanificati gli sforzi a suo tempo fatti dal Comune per produrre uno studio con il quale si dimostrava la non idoneità del territorio comunale per lo sfruttamento geotermico». I presidenti e il sindaco manifestano alla Regione la «grande preoccupazione» che lo scavo dei pozzi getermici genera «nella popolazione e negli operatori del settore agricolo e turistico, che rappresentano l’unica ricchezza del nostro territorio».
Oltre a chiedere la revoca delle delibere, il sindaco e i presidenti annunciano la volontà di volersi tutelare in ogni tipo e grado di giudizio e chiamano «tutti i partiti, le organizzazioni sindacali e le associazioni» a «collaborare con i fatti» per la salvaguardia del territorio».
Il via libera ai pozzi di esplorazione è arrivato dalla giunta regionale con le delibere 114 e 115 del 15 febbraio. Terra Energy aveva depositato l’istanza di avvio del procedimento di valutazione di impatto ambientale nel 2017. Il procedimento era stato avviato il 30 marzo di quell’anno.
Alla Regione erano arrivate dieci osservazioni, tra le quali quelle del Consorzio Tutela Morellino, dei Vignaioli, di altre aziende vitivinicole, di singoli cittadini e gruppi di cittadini, contrari alle perforazioni.
La conferenza dei servizi si è tenuta il 23 gennaio 2018. A onor di cronaca va detto che il Comune non aveva mandato un rappresentante. Questa mancanza ha fatto sì che si applicasse la legge 241/90 che considera acquisito l’assenso senza condizioni delle amministrazioni il cui rappresentante non abbia partecipato alle riunioni. In più, il 14 febbraio 2018, il Comune aveva inviato alla Regione il proprio parere, che era favorevole.
Il procedimento – questo come altri – si è poi congelato in attesa che la Regione decidesse, su istanza dei Comuni, le aree non idonee allo sfruttamento geotermico (Ani). A quel punto il Comune di Scansano ha di nuovo cambiato rotta, indicando tutto il territorio come non idoneo. Il progetto di Terra Enery sembrava sfumare: a che serve scavare un pozzo, se poi non puoi costruire una centrale? La Regione lo ha comunicato alla società il 30 luglio scorso, lasciando la possibilità di presentare delle osservazioni. Che sono arrivate il 28 settembre. Terra Energy sostiene che le Ani non si applicano ai pozzi esplorativi. La ricerca mineraria resta. E, in effetti, in punta di diritto è così.
La Regione, dunque, autorizza la ricerca, ma mette in guardia: l’eventuale richiesta di coltivazione di risorsa mineraria – la costruzione di una centrale – non potrà essere accolta, dunque Terra Energy non potrà, eventualmente, chiedere alla Regione alcun risarcimento. —
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