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Museo a cielo aperto con le opere di Sauro Cavallini
GROSSETO. Piazza Dante e piazza Duomo tornano a essere un museo a cielo aperto grazie a “Dinamica. Le sculture monumentali di Sauro Cavallini”, la mostra d’arte promossa dal Comune di Grosseto e organizzata dalla Fondazione Grosseto Cultura in collaborazione con il Centro Studi Cavallini di Fiesole che ha prestato le opere per l’esposizione fino al 30 settembre.
Curata dalla direttrice del centro Maria Anna Di Pede, la mostra ospita sei grandi opere in bronzo realizzate dallo scultore Sauro Cavallini, artista spezzino poi naturalizzato fiorentino scomparso nel 2016. La sua opera più famosa è probabilmente il “Monumento alla vita” (conosciuto anche come “Inno alla vita”), una scultura in bronzo alta tre metri che nel 1990 è stata donata dall’Italia al Consiglio d’Europa e che è stata collocata a Strasburgo davanti al Palazzo del Consiglio d’Europa. Attivo per oltre mezzo secolo, Cavallini ha sempre mostrato una personalità eclettica, confrontandosi con diverse forme di espressione (disegno, pittura ma soprattutto scultura) e riuscendo a ottenere commissioni prestigiose così come il privilegio di essere presente con le sue opere in collezioni di elevato spessore come quelle della Città del Vaticano, del Principato di Monaco, del Parlamento Europeo di Strasburgo nonché di amministrazioni pubbliche e importanti istituti bancari.
Moltissimi i riconoscimenti ricevuti in vita, ma dalla sua scomparsa nel 2016 si è registrato un sempre maggiore riconoscimento e apprezzamento del suo lavoro mediante l’attenzione particolare della critica e una serie di eventi che hanno dato l’opportunità a un pubblico sempre più vasto di approfondire la sua opera. Nel 2017 è stato aperto al pubblico il suo atelier sulla collina di Fiesole ed è nato il Centro studi a lui intitolato, ente che ha concesso le opere per questo debutto nel capoluogo maremmano. Le opere di Cavallini sono caratterizzate da grande impatto emotivo: in esse lo studio della forma dal punto di vista grafico e scultoreo ha raggiunto livelli altissimi di approfondimento e di conoscenza. Il progetto, in continuità con le iniziative di museo diffuso dedicate lo scorso anno agli scultori Alberto Inglesi e Lucio Pari, nasce a emergenza sanitaria ancora in corso e porta con sé un forte messaggio di ottimismo con la possibilità di passeggiare (pur nel rispetto delle restrizioni in vigore) tra sculture monumentali slanciate verso il cielo.
«Uno dei principali obiettivi di Fondazione Grosseto Cultura – dicono il presidente Giovanni Tombari e il direttore del Polo culturale Le Clarisse Mauro Papa – è sempre stato quello di promuovere l’arte attraverso forme condivise e alla portata di tutti. La mostra di Sauro Cavallini rispecchia perfettamente quell’intenzione, con sei opere allestite nella piazza principale di Grosseto per cinque mesi. Opere maestose che ben rappresentano un artista completo, non solo scultore ma anche pittore, un talento multiforme che ha saputo dialogare con la materia in maniera eccelsa. Siamo perciò certi che questa prestigiosa mostra di Sauro Cavallini sarà un altro tassello fondamentale per comporre il mosaico dell’identità culturale della nostra Grosseto».
Le sculture della mostra “Dinamica” sono state realizzate da Cavallini tra il 1967 e il 1984. Con “Amore Universo” e “Balletto Multiplo” Cavallini celebra due concetti universali: nel primo caso fa un omaggio al più profondo dei sentimenti attraverso due figure asessuate che si abbracciano teneramente fino a fondersi in un unico essere mentre “Balletto Multiplo” traduce in scultura l’armonia assoluta espressa da corpi che danzano nello spazio. Le altre opere traggono invece ispirazione dalla mitologia greca, costante punto di riferimento dell’arte di Sauro Cavallini: si tratta di “Centauro” del 1967, “Icaro” del 1983 e i due “Titani”, realizzati nel 1968. Il catalogo della mostra è curato dalla casa editrice Effigi. —
Sara Landi
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