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I vecchi siti minerari tornano nel mirino della Soprintendenza
massa marittima. I vecchi siti minerari delle Colline Metallifere ieri mattina sono stati visitati dell’assessora all’ambiente Monia Monni e dai funzionari della Soprintendenza dei Beni Culturali, rappresentanti di Eni Rewind. Al sopralluogo hanno partecipato anche i sindaci dei Comuni di Massa Marittima e di Montieri.
La visita era stata richiesto dalla stessa Soprintendenza che, dopo un paio di anni di stop, ha manifestato l’interesse a riprendere l’iter delle procedure di valutazione di interesse culturale: il cosiddetto Vic. Tra i siti è elencato quello di Rigagnolo che rientra tra i siti minori di Montieri e che dovrebbe essere oggetto di accorpamento al progetto Merse, oltre a quello di Fenice Capanne a Massa Marittima.
La questione legata alla bonifica ambientale e alla messa in sicurezza mineraria dei siti ex minerari delle Colline Metallifere e dell’area Merse e Campiano è confluita negli accordi di programma siglati nel 2009 dalla Regione Toscana e dagli enti locali con Syndial (oggi Eni Rewind) ed Eni divisione Gas e Power. L’accordo – che riguarda 35 siti inquinati, quattro concessioni minerarie e tre gallerie di scolo di acque di miniera – definisce tempi e modalità per il completamento delle bonifiche dei siti minerari e dei siti contaminati delle Colline Metallifere. A distanza di anni dalla firma dell’accordo, per gran parte dei procedimenti i lavori sono terminati, altri sono stati progettati e altri sono invece fermi: tra questi ultimi c’è Fenice Capanne. In quella frazione di Massa Marittima sono presenti diverse strutture minerarie ed edifici fatiscenti come l’edificio di flottazione, il Pozzo Salerno e il Fosso dei Noni, risalenti ai primi del Novecento (in foto un pozzo di Fenice Capanne dell’archivio Vinciguerra). A Rigagnolo è presente invece una struttura in utilizzata ai tempi in cui era presente la laveria, oltre 80 anni fa, utilizzata per il processo di arricchimento del minerale estratto nelle miniere di pirite. «La progettazione per il sito di Fenice Capanne a Massa Marittima, di gran lunga il più esteso, problematico e delicato, è bloccata – dice la ministra Monni – La Soprintendenza ha finalmente risposto positivamente alle sollecitazioni ricevute da Eni Rewind, Regione e Comuni, ed ha attivato le Vic presentando tutta la documentazione necessaria. Eni Rewind attende di sapere se questi beni vanno preservati o demoliti e se la progettazione degli interventi di bonifica e messa in sicurezza minerari potrà adesso sbloccarsi». —
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