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Ufficio stampa della Provincia, archiviazione per la giunta Marras
Prescrizione e accuse “non sostenibili” per l’ipotesi di abuso e turbativa d’asta, coinvolte 11 persone
GROSSETO. Dopo sei anni finisce con l’archiviazione, ma anche per mancanza di prove, il procedimento penale contro l’ex giunta provinciale guidata da Leonardo Marras, l’ex segretario generale, due dipendenti e i vincitori, a suo tempo, del bando per il servizio di ufficio stampa della Provincia, finiti sotto indagine della Procura nel 2015 per presunte irregolarità nelle operazioni di aggiudicazione del servizio.
La vicenda risale al periodo tra il 2011 e 2013 quando la Provincia bandisce una gara per affidare il servizio di ufficio stampa, gara poi vinta dalla società Greimas Studio Associato Orfino Giuseppe e Moretti Monica. L’indagine era partita, inizialmente contro ignoti, nel 2012, pare a seguito di un esposto di un dipendente della Provincia, che riteneva di avere i requisiti per occuparsi della comunicazione dell’ente; era poi diventata contro noti nel 2015.
Il caso aveva avuto anche risvolti politici grazie a un’interrogazione dell’allora consigliere provinciale di minoranza Alessandro De Carolis Ginanneschi (Pdl) che aveva contestato l’esternalizzazione del servizio.
Il procedimento aveva ad oggetto il presunto mancato rispetto della legge 150 del 2000, che disciplina le attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni. Due gli aspetti da chiarire: non aver collocato nell’ufficio stampa personale già in dotazione all’ente, ricorrendo cioè alla mobilità interna (c’erano tre dipendenti della Provincia iscritti all’ordine dei giornalisti, che è il requisito per lavorare in un ufficio stampa della pubblica amministrazione), e aver affidato l’incarico a un’ impresa «apparentemente creata ad hoc dai contitolari, i quali avevano avuto precedenti rapporti lavorativi con Leonardo Marras», all’epoca presidente della Provincia, e con Emilio Ubaldino, segretario e direttore generale della Provincia. La legge infatti prevede che un ente pubblico, prima di bandire una gara per affidare un incarico esterno, debba avere «preliminarmente accertato l’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno».
Sotto indagine erano finiti vari passaggi, dal bando all’aggiudicazione, alla conferma per gli ultimi sette mesi del mandato in coincidenza con la scadenza naturale della giunta. Oltre a Greimas si era presentata un’altra società, che era poi stata esclusa. Gli uffici avevano preteso che vi fosse evidenza pubblica del bando.
All’ex presidente Marras erano stati contestati abuso d’ufficio (per un atto del 2011 e uno del 2013), turbativa d’asta e falso materiale di pubblico ufficiale in atto pubblico. Abuso d’ufficio ipotizzato anche per gli allora assessori Marco Sabatini, Fernando Pianigiani, Enzo Rossi, Tiziana Tenuzzo e Federico Balocchi, in relazione al rinnovo del contratto fatto il 30 dicembre 2013. Ipotesi di abuso d’ufficio (nelle medesime due occasioni di Marras) e turbativa d’asta anche per Ubaldino che si era occupato del bando in qualità di presidente della commissione aggiudicatrice.
Di quest’ultima facevano parte (ipotesi di turbativa d’asta) anche i dipendenti Massimo Cipriani, in qualità di responsabile del settore, e Donatella Bigozzi. Infine, la turbativa d’asta era stata contestata anche a Monica Moretti e Giuseppe Orfino, i soci di Greimas, giornalisti, che già avevano ricoperto l’incarico nell’ufficio stampa.
Il 24 gennaio il pubblico ministero Salvatore Ferraro ha chiesto l’archiviazione per prescrizione dei reati. Il perfezionamento del contratto tra la Provincia e Greimas era stato fatto il 7 marzo 2012; se il reato ipotizzato fosse stato compiuto in quell’occasione, la prescrizione sarebbe scattata già il 7 marzo 2018. Anche eventuali reati circa il rinnovo contrattuale sono estinti: il rinnovo fu firmato il 30 dicembre 2013; la prescrizione è scattata il 30 dicembre 2019.
Sempre il pm non ravvede reato di falsità ideologica a carico di Ubaldino, Bigozzi e Cipriani. Anche qui, inoltre, il reato sarebbe comunque prescritto dal 7 marzo 2018.
Il giudice per le indagini preliminari Giovanni Muscogiuri ha accolto la richiesta di archiviazione del pm ma è andato anche avanti, aderendo a quanto prospettato dalla difesa di Marras, l’avvocato Luciano Giorgi, per ragioni sostanziali e d’immagine. Il gip ha affermato «l’insostenibilità in giudizio di alcuna azione penale riferibile alla presupposta notizia criminis desumibile dalla persistente e insuperabile mancanza e/o insufficienza e/o contradditorietà di fonti ed elementi di prova in funzione dimostrativa che il fatto sussista e costituisca reato». Insomma, un’archiviazione anche nel merito. —
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