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La tragica morte di Elena «Traditi i valori Erasmus»

Giulia Sili
La tragica morte di Elena «Traditi i valori Erasmus»

A cinque anni dall’incidente, interviene il direttore dell’Agenzia del programma «L’insabbiamento della vicenda è stato fatto per contenere il clamore»

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Giulia Sili

gavorrano. «Da parte delle autorità giudiziarie spagnole c’è stata una chiara e sistematica intenzione di insabbiare la vicenda, ricercando a più riprese l’archiviazione del caso». Commenta così Flaminio Galli, direttore generale dell’Istituto nazionale di documentazione innovazione e ricerca educativa (Indire), in occasione del quinto anniversario del terribile incidente Erasmus in cui morirono 13 studentesse, di cui sette italiane. Nell’incidente perse la vita anche Elena Maestrini, 21 anni, originaria di Bagno di Gavorrano.

Secondo Galli sono stati «traditi i valori del programma Erasmus». Tutta la comunità Erasmus ricorda con profondo dolore la strage di Tarragona in Spagna. Secondo Indire, sarebbe vergognoso rilevare che a distanza di tutto questo tempo non si sappia come e perché l’incidente è accaduto. «In attesa che giustizia sia fatta – dice Galli – bisogna dire che senza verità e chiarezza risultano palesemente traditi e offesi i valori di fratellanza, di amicizia e di speranza rappresentati dal Programma Erasmus». E aggiunge: «Abbiamo realizzato iniziative di alto valore simbolico per ricordare le ragazze decedute. Ma l’affetto e la vicinanza nei confronti dei familiari delle vittime non possono colmare la loro volontà di giustizia: un sentimento sacrosanto che non ha nulla a che vedere con la vendetta. Non c’è infatti bisogno di un colpevole da mandare in galera ma c’è necessità assoluta di ottenere una sentenza che chiarisca quello che è successo anche per evitare che in futuro si ripetano fatti simili».

Secondo il presidente dell’Istituto, «l’insabbiamento della vicenda» sarebbe avvenuto per attenuare il più possibile il clamore per un fatto tragico, avvenuto in un paese come la Spagna che ospita ogni anno decine di migliaia di studenti Erasmus. «Ma questo atteggiamento per l’Italia è inaccettabile – dice Galli – siamo di fronte a una delle più gravi tragedie all’estero di nostri connazionali negli ultimi decenni ed è impensabile rinunciare a una sentenza che faccia chiarezza».

La giustizia spagnola, secondo Galli, deve fare luce su quanto accaduto, chiarendo il contesto, le modalità e le responsabilità. «Fino a quando non si otterrà giustizia – conclude Galli – tutte le istituzioni italiane hanno il dovere di sollecitare un cambio di rotta e un cambio di passo dai giudici spagnoli. Siamo due paesi uniti da sentimenti di fratellanza e questo rende ancor più inaccettabile una simile mancanza di rispetto nei confronti del nostro dolore».

L’intervento di Galli è stato apprezzato da Gabriele Maestrini, padre di Elena, che non risparmia qualche critica all’Istituto: «È importante la posizione assunta da Erasmus+ Indire – dice Maestrini – ci avrebbe aiutato di più se avesse parlato di affiancamento valutando la possibilità di costituirsi parte civile. Comunque – aggiunge – qualcosa si sta muovendo da parte delle istituzioni: speriamo che non sia la fiamma di un fiammifero». –

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