Meteo
Per le seconde case affittate ai vacanzieri i sindaci pregustano la tassa di soggiorno
Castiglione e Follonica sono già pronti, Grosseto deciderà per il prossimo anno mentre Monte Argentario non l’applicherà
Massimiliano Frascino
grosseto. Intercettare gli affitti in nero delle seconde case offerte ai vacanzieri comincia a essere vista dai sindaci come un’opportunità e non più come un problema. Parliamo di un’offerta potenziale di 30mila locazioni turistiche – il calcolo è prudenziale – in tutta la provincia di Grosseto, su cui applicare la tassa di soggiorno (tradizionalmente in capo agli albergatori): si rimpingua così il malloppo che arriva da questa fonte di gettito e si hanno nuove risorse da destinare ad accoglienza e promozione turistica, ma non solo.
l’opportunità
I primi comuni ad aver colto l’opportunità di applicare la tassa di soggiorno anche su case e appartamenti di privati sono Castiglione della Pescaia e Follonica. L’anno prossimo seguirà Grosseto. A Monte Argentario la tassa di soggiorno, invece, è bandita: non si applica né alle strutture ricettive né alle seconde case in affitto. Ad ogni modo, in provincia di Grosseto il fenomeno delle unità immobiliari affittate è “pandemico”, e riguarda tutti i 28 Comuni.
qui castiglione
A fare scuola è l’esperienza di Castiglione della Pescaia, che già dal 2019 ha iniziato ad applicare la tassa di soggiorno anche agli immobili affittati ai turisti per locazioni brevi. Ma soprattutto ha infranto un tabù storico sul quale per decenni tutti hanno nicchiato: la lotta agli affitti in nero delle seconde case, complice un software ad hoc in grado d’individuare gli annunci che propongono affitti estivi sui portali internet e poi d’incrociare le offerte con i dati catastali e della tassa sui rifiuti (Tari). «A Castiglione della Pescaia – spiega il sindaco Giancarlo Farnetani – abbiamo iniziato nel 2019, per dare seguito agli indirizzi della legge 89/2016, nota come “Testo unico del sistema turistico regionale”, che ha istituito l’obbligo di comunicare quali siano gli immobili affittati a fini turistici». Poi nel 2020 è arrivato lo tsunami del Covid, e il progetto ha rallentato. «Quest’anno – aggiunge Farnetani – ripartiamo e applichiamo la tassa di soggiorno anche agli appartamenti, con un’aliquota giornaliera di 50 centesimi a persona. La polizia municipale farà le verifiche e contatteranno agenzie immobiliari e singoli proprietari che affittano perché si mettano in regola con la legge 89/2016, comunicando i dati sugli affittuari a Comune e portale regionale. Così recupereremo risorse anche sulla produzione effettiva di rifiuti, che poi destineremo alla promozione e ai servizi per i turisti. In parallelo stiamo lavorando sul “patentino dell’ospitalità” per qualificare l’offerta turistica, compresa quella delle locazioni estive». A oggi il comune di Castiglione della Pescaia ha già registrato 1.200 appartamenti su questa tipologia di offerta ricettiva. «Ma sulla base di calcoli statistici – chiosa Farnetani – abbiamo ipotizzato che siano più o meno la metà delle novemila seconde case che ci sono nel nostro comune».
il dato
Per capire quale sia l’impatto del fenomeno delle seconde case, e quindi del potenziale introito della tassa di soggiorno sui bilanci degli enti locali maremmani, viene in soccorso un rapporto della Camera di commercio sul patrimonio edilizio provinciale: nel 2017 le seconde case erano il 34, 1 per cento del totale di edilizia residenziale. A fronte del 18,1 per cento in Toscana e del 17, 9 per cento in Italia. Cioè a dire che in Maremma ci sono circa 60mila seconde case, una bella fetta delle quali è affittata ai turisti. Se fossero giusti i calcoli fatti su Castiglione della Pescaia, si tratterebbe, migliaio più migliaio meno, di 30mila unità immobiliari date in locazione.
qui grosseto
Anche il comune di Grosseto è orientato ad applicare la tassa di soggiorno sulle case destinate alle locazioni turistiche ma a partire dall’anno prossimo. «Di questa ipotesi – spiega l’assessore al turismo Luca Agresti – abbiamo già discusso in giunta. Ma alla fine abbiamo deciso di prendere la decisione l’anno prossimo perché anche quest’anno il Covid avrà un impatto significativo sulla stagione turistica». E a ben guardare finora il comune capoluogo ha rinunciato a un bel gruzzolo: sono circa 16mila le seconde case concentrate per lo più su Marina e Principina a Mare. E di queste sono solo 401 quelle iscritte al portale regionale – l’iscrizione è ormai un obbligo non un’opzione – anche se per il momento la tassa di soggiorno non viene applicata né alle seconde case affittate in piena regola né alle seconde case affittate in nero (ovviamente) né a quelle affittate dichiarando i proventi mediante magari regime di cedolare secca ma senza iscrivere l’immobile al portale regionale. Dalla tassa di soggiorno applicata alle altre tipologie ricettive invece Grosseto ha ottenuto invece 574mila euro nel 2029 e 453mila nel 2020. –
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
