Il presidio
In provincia 1.245 positivi e un altro lutto
Muore un 53enne di Arezzo, paziente del Misericordia, sull’Amiata il lockdown accolto con sollievo dai sindaci
grosseto. Il fronte dei contagi ieri ha lasciato un po’ di respiro, perché i nuovi casi di Covid in provincia di Grosseto sono scesi di un terzo, dai 90 di venerdì a 32, a fronte di solo un centinaio di tamponi in meno (837 contro 718).
Ma la buona notizia è funestata da un nuovo decesso, il 119° registrato a Grosseto dall’inizio della pandemia, anche se, in questo caso, l’uomo è un 53enne residente in provincia di Arezzo, morto venerdì nel reparto di malattie infettive Covid del Misericordia, dove era stato ricoverato due giorni prima.
il bollettino
La percentuale dei casi sul totale dei test effettuati scende a quattro, con la speranza che non ci sia stato, come avvenuto qualche giorno fa, un problema nel sistema informatico o una comunicazione dei casi, ma che il calo sia reale. Purtroppo l’andamento della pandemia è tale da non lasciar ben sperare nei numeri più bassi, soprattutto considerando le 2.190 persone in quarantena (molte in attesa di tampone o del risultato) di venerdì, salite ieri a 2.363.
Sono calati da 36 a 20 i guariti e aumentano da 1.233 a 1.245 i positivi totali.
C’è solo da aspettare i prossimi giorni per vedere se è un caso o finalmente l’inizio della fine del picco, ma intanto sono saliti a 65 i ricoveri in malattie infettive, pur restando 15 quelli in rianimazione.
Per quanto riguarda la distribuzione sul territorio, 18 nuovi casi a Grosseto, due a Scarlino, Follonica, Magliano in Toscana e Orbetello, uno a Capalbio, Castiglione della Pescaia, Santa Fiora, Scansano, Gavorrano e Roccastrada.
l’amiata
Non ci sono stati casi, ieri, nei due comuni amiatini che da domani sono in zona rossa: Castel del Piano e Arcidosso. C’è, al contrario, una notizia confortante, ovvero una guarigione ad Arcidosso. A ieri, dunque, la situazione in montagna era la seguente: 14 positivi in totale ad Arcidosso, 20 a Castel del Piano, quattro a Santa Fiora (uno in più di ieri), due a Seggiano e uno a Roccalbegna. I numeri di Castel del Piano e Arcidosso, tuttavia, non potevano che portare a una stretta degli spostamenti per contenere il contagio. Contagio che ha colpito anche il vicino comune di Piancastagnaio, nel Senese; anche qui da domani vige il lockdown.
Ma a cosa è dovuta quest’impennata di casi? Il focolaio – una decina di casi – è partito in un’azienda della zona dove lavorano molti amiatini. Da qui il virus si è propagato ai familiari dei dipendenti.
L’instaurazione della zona rossa viene accolta dai sindaci, più che con rassegnazione, con la speranza che le cose si normalizzino.
«Mi auguro che la zona rossa ci possa servire a tornare alla situazione che tutti speriamo», ha detto il sindaco di Castel del Piano Michele Bartalini in un videomessaggio ai concittadini. Il Comune farà stampare una locandina con le regole. Ad Arcidosso il sindaco Jacopo Marini non ha alcuna intenzione di tornare a toccare il picco di 25 positivi raggiunto l’anno scorso. «La zona rossa arriva quanto mai opportuna, perché iniziano a esserci troppi positivi. Meglio farla subito, che quando è troppo tardi». A Santa Fiora, per prudenza, il sindaco Federico Balocchi ha ordinato la sospensione delle lezioni all’istituto commerciale, frequentato da molti ragazzi e ragazze di Castel del Piano e Arcidosso che avrebbero potuto lasciare la zona rossa per andare a scuola. —
L.S. e F.F.
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