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Grosseto

la questione  

Numero unico 112 il Partito socialista contro la sede a Firenze

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grosseto. Anche il Partito socialista italiano di Grosseto protesta contro lo spostamento a Firenze della centrale che riceverà le chiamate d’emergenza della provincia di Grosseto e chiede di «ritornare a una gestione più vicina a chi ha bisogno ovvero ai cittadini, che, si ricorda, sono anche elettori», dice il partito. Come noto l’Italia ha recentemente adottato la linea di avere un unico numero di emergenza nazionale: il 112, in nome di una maggiore razionalizzazione del servizio.

«Razionalizzazione deriva da razionalità, e quindi ragione – dice il Psi di Grosseto –. Occorre comprendere pertanto se davvero tale adozione abbia una reale efficacia nel contrasto delle emergenze. Ma, a parte ciò, quello che maggiormente preoccupa i cittadini, di cui il Psi si fa latore, è l’accorpamento a livello regionale della centrale delle emergenze».

Il problema è stato già sollevato dall’associazione Grosseto al centro, che ha denunciato come con operatori così lontani dal territorio, che non lo conoscono, si metta a rischio l’assistenza. Anche il Difensore civico ha sollecitato nei giorni scorsi le istituzioni perché diano garanzie precise.

«Già il Psi di Grosseto aveva fermamente criticato lo spostamento della centrale del 118 fuori dal nostro territorio provinciale, e lo aveva fatto sulla base di solide ragioni pratiche. Ci sono infatti accorpamenti che, al di là di un dichiarato “efficientamento” del sistema, muovono in pratica in direzione opposta, creando evidenti e insopportabili disagi, oltre che agli operatori, ai soggetti che da ultimo sono i fruitori del servizio prestato, ovvero i cittadini e le loro esigenze», dice il Psi. Che cita l’accorpamento prodotto dall’attuale Asl sud est, «decisamente troppo vasta» e che «invece di aver favorito la riduzione dei costi e migliorato l’efficienza, al contrario genera nei dipendenti stress e incertezze, negli utenti rabbia e disorientamento».

Insomma, «gli errori commessi avrebbero dovuto far comprendere a chi di dovere l’importanza di un legame più stretto col territorio trattato ai fini di una migliore, quindi, sì, più efficiente, somministrazione del servizio anche relativamente al numero 112».

Secondo il Psi, «quando si chiama il centralino per le emergenze, ci si aspetta di trovare un interlocutore che comprenda velocemente non solo la natura della situazione, ma soprattutto che indirizzi rapidamente l’intervento nel luogo corretto, cosa che, pensiamo, sarà molto più difficoltoso ottenere. Teniamo conto che il sistema rischierà inoltre di essere decisamente poco agile nello svolgimento del servizio, in quanto sovraccaricato per il fatto di dover gestire un bacino di utenza unico e decisamente più numeroso (l’intera popolazione della Toscana), rispetto alle singole aree provinciali. Ma purtroppo negli ultimi anni è prevalsa, nell’elaborazione dei principi di gestione della cosa pubblica, una malintesa idea di riduzione dei costi che è in definitiva risultata come adozione di puri criteri economici di bilancio per settori nei quali la stella polare è rappresentata dai diritti dei cittadini. Si rischia così di deteriorare ulteriormente il rapporto fra cittadino e pubblica amministrazione». —

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