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Un anno chiusi, senza rimborsi «Ma le bollette le paghiamo»
GROSSETO. Hanno scelto un luogo simbolico, i ristoratori grossetani, che ieri pomeriggio hanno esposto uno striscione per protestare non soltanto contro la decisione di lasciare i locali chiusi, ma anche contro le bollette che continuano ad arrivare senza che siano state sospese e nemmeno scontate, come richiesto tante volte. «Luce, acqua, gas... un anno di bollette pagate, otto mesi di chiusure forzate! Ma i soldi delle accesi ce li ridate?».
Il messaggio che la categoria manda è chiaro e riprende un tema che i ristoratori avevano già affrontato. Le risposte, però, non sono mai arrivate nonostante l’impegno delle associazioni di categoria che avevano provato a far arrivare al governo questa richiesta. Ma è rimasto tutto lettera morta mentre le bollette sulle utenze, nonostante i locali chiusi, continuano ad arrivare.
I ristoratori maremmani, che a causa della pandemia hanno ritrovato un’unità perduta da tempo, più e più volte sono partiti da Grosseto per andare a Roma a protestare.
Otto mesi di chiusure, gli incassi decimati, l’asporto che non basta a sostenere i costi per tenere la porta aperta, anche solo per chi si affaccia a ordinare qualcosa da mangiare a casa. E le bollette che arrivano, hanno detto più volte i ristoratori, riportano cifre da migliaia di euro che pesano sui conti delle attività.
Ieri, la protesta, dopo essere passata la scorsa settimana da piazza Dante, è arrivata dritta sulle transenne del cantiere della nuova sede di Adf, aperto alla stazione di Grosseto. — F.G.
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