Il presidio
“Foffo” e il baseball una passione per sempre Per i compagni era Zorro
il personaggio
Una delle grandi passioni “Foffo” Marciano, come lo chiamavano gli amici di sempre, è stato il baseball. Lo scoprì da adolescente appena arrivato a Grosseto, dopo il trasferimento del padre che lavorava all’Aeronautica militare.
Il suo ruolo preferito era quello di terza base, che iniziò a ricoprire dai primi anni Sessanta in una squadretta di tredicenni e quattordicenni (nella foto dell’archivio Castellani, un giovanissimo Marciano durante un riscaldamento) composta dai figli dei dipendenti dell’Arma azzurra, con l’eccezione di Luzi, il cui babbo era ferroviere.
Con l’Air Base sfidò i ragazzi degli Sfrattati, del Fossino, che si svolgevano su campi improvvisati, intorno al Sacro Cuore o allo stadio. Nel 1965 Marciano, insieme a Roberto Di Vittorio, entrò nella formazione juniores del Bbc Grosseto guidato da Rino Rosellani, il mitico “Tavolone”, ad appena quindici anni. Nel 1967 si ritrovò nell’organico della prima squadra, neo promossa. La concorrenza era spietata, ma “Zorro”, questo il soprannome che gli affibbiarono i compagni, era uno di quelli che si faceva sempre trovare pronto, con buone prestazioni difensive nell’angolo caldo, anche se la sua mazza non era potentissima. La sua carriera, che si sviluppò in serie B ma anche per tre stagioni in A, insieme ai talentuosi Luongo, Massellucci, Marcello Verni, Bellugi, Bertaccini, Paolo Minozzi, Andrea Camarri, Mazzei, Fanara, ma anche ai leggendari John Self e Nick Testa. Nel 1972 fu utilizzato anche sul monte di lancio dal ricevitore-allenatore statunitense ex Major league. Dopo i tredici incontri disputati con il Master Builders Bbc, nel 1973 smise con l’attività agonistica a causa degli impegni universitari, ma è rimasto sempre legato allo sport della sua gioventù, come tifoso del Bbc, ma anche come medico sportivo. Dal suo ambulatorio sono infatti passati tutti i giocatori che hanno indossato la casacca biancorossa negli ultimi quarant’anni. Nel 2012 accettò anche l’invito del presidente Massimo Ceciarini a diventare uno dei soci fondatori del Bsc 1952. –
Maurizio Caldarelli
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