Il Tirreno

Grosseto

l’intervista 

«Servono più controlli mirati Ma anche i cittadini collaborino»

Francesca Gori
«Servono più controlli mirati Ma anche i cittadini collaborino»

L’assessore alla Sicurezza Fausto Turbanti ieri ha portato la questione alla riunione in Prefettura

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Francesca Gori

GROSSETO. “Ladri all’assalto di sette aziende”, “Casseforti sventrate, porte fracassate. I ladri assaltano altre tre aziende”. E ancora: “Rubato furgone da 50mila euro”. Sono solo alcuni dei titoli di articoli pubblicati nelle scorse settimane sul Tirreno. Pagine che raccontano un fenomeno che non accenna a cambiare: i ladri, da mesi, hanno preso di mira le aziende, quelle che si trovano nella zona industriale, soprattutto. Ieri mattina, durante il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura, l’assessore alla Sicurezza Fausto Turbanti, ha posto il problema, chiedendo più controlli da parte delle forze dell’ordine.

Assessore, cosa sta succedendo in città?

«Sta succedendo quello che avevamo già visto accadere durante il primo lockdown: le persone sono a casa, i furti negli appartamenti sono diminuiti e sono diminuiti anche complessivamente. Ma sono aumentati quelli nelle aziende: gli imprenditori mi chiamano, sono disperati.

Lei si è fatto portavoce delle istanze degli imprenditori con la Prefettura. Che cosa chiedono?

«Chiedono più controlli, anche se sono ben consapevoli che le forze dell’ordine sono impegnate su più fronti. Gli imprenditori mi chiamano, mi parlano, si sfogano. Ma questa situazione non è più tollerabile. La quasi totalità dei furti ormai avvengono nelle aziende».

Lei è assessore alla Sicurezza. Il Comune cosa può fare?

«Noi abbiamo installato il Targamanent in tante zone della città, e si è dimostrato un validissimo aiuto per le indagini. Ma le nostre telecamere servono soprattutto a posteriori, quando ormai il danno alle aziende è fatto. Non si tratta qui di bande di ladri organizzati, ma di cani sciolti che entrano in azione senza progettare nemmeno troppo gli assalti».

E gli imprenditori?

«Certamente aumentare i livelli di sicurezza. Montare allarmi, videocamere o sbarre, ceto, anche se so bene che questo è un periodo terribile per gli artigiani e per gli imprenditori. Il coronavirus ha messo in difficoltà quasi tutti i settori e pensare di investire ora non è facile, anche se si tratta della propria sicurezza».

Lei è stato derubato qualche anno fa...

«È stata un’esperienza devastante, che non auguro a nessuno. Mi aprirono due cassaforti, una porta blindata e sfondarono anche un vetro anti proiettile. Picchiarono selvaggiamente anche il mio cane, fu una cosa terribile. Lo so come ci si sente, quando qualcuno ti entra in casa, com’è successo a me, o in azienda».

Oltre ai controlli da parte delle forze dell’ordine, che cosa si potrebbe fare per aiutare gli imprenditori?

«Una mano potrebbero darla i gruppi di Controllo del vicinato, che sono molto attivi in città. Ne abbiamo tanti: i cittadini, tutti, dovrebbero aiutarsi tra di loro, segnalando immediatamente alle forze dell’ordine, al 112 e al 113, quello che succede. Senza stare ad avvertire me, o qualcun altro. Io sono contento di parlare con i miei concittadini e di mettermi a disposizione, ma se qualcuno vede un ladro, deve chiamare i carabinieri o la polizia immediatamente, perché ogni minuto è prezioso». —

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