Il presidio
«Fotovoltaico per ora non autorizzabile»
La Regione risponde al Tirreno sul progetto di Poggio Contino, ma tutto dipenderà dalla sentenza della Corte costituzionale
Francesca Ferri
MANCIANO. «Allo stato attuale della normativa regionale il progetto non può essere autorizzato, in quanto non coerente con la legge regionale numero 82 del 2020». Risponde così la Regione Toscana al quotidiano Il Tirreno che nei giorni scorsi ha chiesto quello che a Manciano, da qualche settimana, si stanno chiedendo tutti: il megaimpianto fotovoltaico da 110 ettari, che il 12 gennaio la società Iberdrola Renovables Italia srl ha chiesto di installare a Poggio Contino, è fattibile?
La domanda si pone poiché, ad oggi, c’è una sorta di vuoto normativo sulla materia. Se la legge statale consente di realizzare impianti così ampi, quella regionale – la 82 del 2020, appunto – limita l’estensione a 13 ettari.
La risposta è chiara ma non è definitiva, a dispetto di chi è contrario a quest’opera – l’amministrazione comunale, il Pd mancianese, Sinistra mancianese, il gruppo di opposizione di Fiorenzo Dionisi e il neonato comitato di abitanti di Montauto – e con sollievo per Iberdrola.
Come è noto, nei mesi scorsi la legge regionale 82 è stata impugnata dalla Presidenza del consiglio dei ministri (governo Conte bis) che la reputa incostituzionale sostenendo che la materia è di competenza dello Stato e non delle Regioni.
«Non risulta che il ricorso sia giunto a sentenza – scrive la Regione – né sappiamo quando vi giungerà». Al momento, dunque, la risposta della Regione sarebbe «no».
Il condizionale è d’obbligo perché Firenze ha tempo fino al 28 aprile per decidere (ovvero 90 giorni a partire dal 29 gennaio, che è il giorno in cui è stato avviato il procedimento). Al massimo può chiedere 20 giorni in più che sono previsti «in casi eccezionali, relativi alla natura, alla complessità, all’ubicazione o alle dimensioni del progetto», prevede la norma. Il procedimento si concluderà con un decreto dirigenziale che verrà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana (Burt) e dovrà tenere conto della documentazione del proponente, dei contributi istruttori, dei pareri e delle osservazioni.
Proprio lunedì sono scaduti i termini perché, chi interessato, inviasse al Settore Via (Valutazione di impatto ambientale) della Regione Toscana osservazioni al progetto. A Firenze sono pervenute tre osservazioni, contrarie alla realizzazione del progetto (ognuna sottoscritta da più soggetti), da parte di partiti politici (Pd mancianese, Sinistra mancianese, gruppo di opposizione di Fiorenzo Dionisi), comitati e associazioni locali, tra cui la neonata Pro Montauto (articolo a destra), aziende agricole e altre attività produttive e, infine, anche 53 cittadini.
Il settore Via a questo punto deve valutare la documentazione presentata dal proponente, le osservazioni del pubblico, i contributi istruttori dei Soggetti competenti in materia ambientale (Comune, Provincia, Soprintendenza, Arpat), gli eventuali pareri della Regione Lazio e degli enti locali laziali interessati. E sulla base di questi decide se il progetto debba essere sottoposto alla procedura di Via oppure se debba esserne escluso. In questo secondo caso Iberdrola può presentare istanza di autorizzazione al settore regionale Energia. Nel primo caso, invece, la società potrà presentare al Settore Via regionale istanza di provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur), comprensivo della Via e della autorizzazione energetica. —
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