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«Ex colonia di Senzuno la soluzione è lontana»
follonica. Il problema della fruibilità della ex colonia marina di Senzuno non è affatto risolto: lì sarà soltanto organizzato un seminario.
Lo sostiene il capogruppo di opposizione Massimo Di Giacinto invitando a prendere meglio cognizione degli annunci della giunta Benini. «La verità è che il Comune di Follonica deve organizzare un seminario durante il primo Summit “European Social Economy” di Mannheim, in Germania e la partecipazione non prevede alcun compenso, alcun impegno da parte del Comune e non dà la titolarità per l’accesso ai fondi dell’Unione Europea. Quindi nessun finanziamento europeo».
«Ho l’impressione, ma è molto più di un impressione, che chi nei giorni scorsi ha letto sui giornali la notizia di un progetto sperimentale sulla ex colonia marina di Senzuno si sia fatto l’idea che il problema, finalmente, è in fase di risoluzione e l’edificio tornerà ad essere sicuro e utilizzabile. Ma non è per nulla così». Di Giacinto ammette che si tratta «sicuramente di una partecipazione importante e di un riconoscimento altrettanto apprezzabile per chi pensa e spera in un utilizzo a scopi sociali della ex Colonia Marina di Senzuno. Ma il problema è sempre lì da anni: un edificio che casca letteralmente a pezzi e si degrada sempre di più, giorno dopo giorno. E un seminario non risolve proprio un bel niente perché, come mi è stato risposto con chiarezza e trasparenza dall’assessore Ciompi ad un accesso agli atti sull’argomento, “la partecipazione non prevede alcun compenso, alcun impegno da parte del comune e non dà la titolarità per l’accesso ai fondi Ue”».
«Va bene essere gli organizzatori di un seminario e va altrettanto bene mettersi in contatto con esperti di livello internazionale in economia sociale ma vorrei sapere da quanto tempo sindaco, assessori, consiglieri di maggioranza e disinteressati supporters di Benini e compagni, non passano dalle parti della ex colonia marina o se, come penso qualche volta ci transitano, fanno finta di nulla per non sentire vergogna. Sono convinto che la cosa da fare al più presto sia quella di trovare una soluzione valida, logica e produttiva per quella struttura prima che, veramente, crolli tutto». Il rischio, conclude Di Giacinto, è che l’edificio diventi «un vero e proprio ammasso di macerie pubbliche. E allora vi inviteranno a organizzare, come esperti, un seminario per il riutilizzo delle macerie però, grazie alla vostra inerzia e insensibilità, pubbliche». —
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