Il Tirreno

Grosseto

dopo l’appello di grosseto al centro  

Centrale emergenze a Firenze Difensore civico chiede lumi

F.F.
Centrale emergenze a Firenze Difensore civico chiede lumi

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grosseto. La preoccupazione dell’associazione Grosseto al centro per lo spostamento, dalla Maremma a Firenze, della centrale che riceverà le richieste d’aiuto del nuovo numero unico europeo delle emergenze 112 – raccolta dal Tirreno nei giorni scorsi – arriva al difensore civico regionale Sandro Vannini. Il quale raccoglie l’appello e lo inoltra alla Regione Toscana, in particolare al Carlo Rinaldo Tomassini, direttore dell’ufficio Diritti di cittadinanza e Coesione sociale, e all’Asl Toscana sud est, indirizzandolo al direttore generale Antonio D’Urso.

Vannini chiede loro che facciano chiarezza sui meccanismi che sono stati adottati «per la corretta formazione degli operatori, del rapporto di questi con sanitari, personale di pubblica sicurezza, vigili del fuoco durante le chiamate ed esperienza formativa dei medesimi (l’associazione citata dall’articolo parla di “personale laico formato in pochi mesi”), il loro raccordo con il personale di pubblica sicurezza, medico e dei vigili del fuoco e gli accorgimenti adottati in raccordo con altre regioni in caso di passaggio alla centrale operativa di un’altra Regione per sovraccarico di linee».

Come già detto da Grosseto al centro (Gac), anche il difensore civico esprime preoccupazione per lo spostamento, tanto lontano dal territorio, di chi materialmente riceverà la prima chiamata. Una preoccupazione che nasce anche da criticità – dice – registrate al momento dell’unificazione delle centrali operative del 118 e dell’attuazione del numero unico in altre zone d’Italia.

«La presenza di toponimi dai nomi simili, ma distanti, quando addirittura non identici – spiega Vannini – è diffusa su tutta la Toscana». Chi non conosce bene il territorio potrebbe non riconoscere il luogo dove c’è bisogno di mandare un’ambulanza o una pattuglia delle forze dell’ordine, o i vigili del fuoco. Del resto non sempre il Gps risolve i problemi. E cosa potrebbe capitare in caso di malfunzionamento dei sistemi di localizzazione?

Vannini, come anche Gac, non discute dell’utilità del numero unico per le emergenze, strumento al quale si lavora da anni a livello di Ue. La stessa Gac ne è stata la più entusiasta sostenitrice. Chiede però che non sia trascurato alcun aspetto che potrebbe compromettere la sicurezza. Tanto più, dice, che «la problematica e le preoccupazioni espresse dall’articolo (del Tirreno) riguardano a mio giudizio non solo la provincia di Grosseto (territorio al quale in vista dell’apertura dello sportello decentrato della difesa civica il 19 marzo ritengo importante dedicare particolare attenzione), ma l’intero territorio regionale». — F.F.

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