Il presidio
Chiude la profumeria Douglas Dipendenti all’oscuro dei tagli
Nessuna comunicazione ufficiale alle donne che lavorano nei due negozi I sindacati hanno indetto lo stato d’agitazione: vendite diminuite dalla pandemia
Giulia Sili
FOLLONICA. Anche Follonica è tra le undici città della Toscana interessate dalle chiusure dei punti vendita di Douglas Profumerie: a darne notizia è la Filcams Cgil. In Italia chiuderanno 128 negozi su 507 e i sindacati nazionali hanno adesso proclamato lo stato di agitazione.
Nella città del golfo sono due i punti vendita Douglas, uno adiacente al supermercato Coop e uno in via Roma e le dipendenti non hanno ricevuto alcuna comunicazione: nonostante fossero state annunciate diverse chiusure in tutta la Regione, le dipendenti non sapevano che anche Follonica sarebbe stata interessata dai tagli.
Non è la prima volta che in città chiude una profumeria legata a un grande marchio: nel 2019, sempre in via Roma, a chiudere era stata la profumeria Allscent. La rivoluzione era arrivata a luglio 2019 quando la profumeria, là dove un tempo si trovava la Coop, era passata dal marchio Gardenia a quello Allscent, che aveva acquisito il vecchio punto vendita follonichese su indicazione dell’Antitrust.
In quell’anno Douglas Profumerie aveva infatti firmato un accordo per l’acquisizione delle due catene italiane di profumerie e prodotti per la bellezza, Limoni e La Gardenia, che operavano insieme come Leading Luxury Group. Con l’integrazione di Limoni e La Gardenia, Douglas era così divenuto uno dei leader nel settore italiano della cosmesi e l’Antitrust aveva costretto il gruppo nascente a cedere alcuni punti vendita.
Adesso la stessa sorte della profumeria Allscent di Follonica sembra dover toccare anche ad una delle altre profumerie della città.
La decisione della chiusura arriva a causa del calo di fatturato dovuto alla pandemia ma per Filcams la decisone non sarebbe giustificabile, visto che l’azienda avrebbe goduto di un aumento importante del fatturato grazie all’e-commerce. «Per un’azienda che guarda soltanto al profitto la scelta è facile – dice il sindacato – si chiudono i negozi, dove ci sono costi fissi di gestione e soprattutto costo del personale, e magari si sviluppa l’e-commerce. Lo immaginiamo, perché nell’incontro svolto tra le Organizzazioni Sindacali Nazionali e Douglas, nessun piano industriale è stato ancora presentato».
Intanto è stato proclamato lo stato di agitazione e Cgil Filcams è in attesa di un incontro al Ministero dello sviluppo economico. «Una vertenza questa di Douglas Profumerie – dice il Filcams – da inserire in quella più generale contro le multinazionali che arrivano, fagocitano il mercato e poi se ne vanno lasciando disoccupazione e macerie». Entro la fine di questa settimana è previsto un incontro con l’azienda e in quell’occasione la Cgil chiederà risposte sul futuro delle lavoratrici. —
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