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Forte Filippo, in vendita un appartamento Il Comune rinuncia
Andrea Capitani
MONTE ARGENTARIO. Appartamento in vendita a Forte Filippo, il Comune rinuncia al diritto di prelazione.
La fortificazione di Porto Ercole, dopo la vendita della famiglia Corsini ai privati e le conseguenti ristrutturazioni avvenute dopo gli anni ’50, può contare al suo interno diverse abitazioni.
I fabbricati situati nel fortilizio di origine spagnola, che in passato erano adibiti a funzioni militari, vennero trasformati in edifici abitativi acquistati poi singolarmente dai vari proprietari. Uno di questi è stato recentemente venduto, passando a un altro privato per 170mila euro.
Prima della stipula dell’atto però, per legge, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo ha atteso l’esito del diritto di prelazione sia della Soprintendenza che del Comune che, pareggiando l’offerta, avrebbero potuto acquisire l’immobile. Non essendoci però motivi che giustifichino il diritto di prelazione a fini istituzionali, l’ente comunale ha deciso di non avvalersi di questa possibilità. «Quando vengono ceduti beni sottoposti a vincolo come in questo caso – sottolinea l’assessore al patrimonio Settimo Zolesi – è obbligatorio fare questo passaggio con la Soprintendenza e con il Comune. Si tratta di un appartamento che un soggetto proprietario ha venduto a un altro, dunque con fini puramente abitativi». Alcuni anni fa invece, nel 2017, il Comune era tornato in possesso di un’altra area di Forte Filippo. In quel caso, rievocando una convenzione del 1972, l’ente aveva ripreso parte delle aree all’interno del forte che domina Porto Ercole, tra cui una stanza che conteneva anfore, piatti e altri reperti risalenti all’epoca della dominazione spagnola, oltre a un parcheggio e una terrazza belvedere. La Società Forte Filippo nel 1972 donò tali aree al Comune come ringraziamento dopo che l’ente diede i permessi per effettuare le operazioni di restauro degli immobili situati nel forte, tra cui alcuni appartamenti come quello oggetto della delibera comunale di questi giorni sulla rinuncia al diritto di prelazione. In quel caso il possesso rientrava già all’interno della convenzione del’72, ristabilita solo pochi anni fa dopo alcuni incontri con la Soprintendenza e la società stessa. —
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