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Raccolgono soldi per l’ospedale «Impossibile però donarli»
L’iniziativa di beneficenza avrebbe portato al Misericordia 1.325 euro per il reparto Covid: la cifra è stata destinata a un progetto dell’Ammec
Sara Landi
GROSSETO. Tanta partecipazione da parte dei clienti e una bella cifra raccolta, 1.325 euro che secondo le intenzioni iniziali dei commercianti di via Oberdan dovevano essere devoluti all’ospedale Misericordia di Grosseto per l’emergenza coronavirus. Peccato che la burocrazia si sia messa di mezzo amareggiando i commercianti stessi fino a spingerli a indirizzare altrove la generosità dei propri clienti.
Lo racconta Fabrizio Colosi, titolare di Oro Idea che ha seguito il progetto sin dall’inizio. «A dicembre abbiamo deciso di dare vita alla pagina Facebook dei commercianti di via Oberdan – spiega Colosi – e come primo atto della nostra ritrovata unità abbiamo pensato di far partire un’iniziativa benefica in favore dell’ospedale». Il calendario, la tipica strenna natalizia, diventa un modo per rilanciare via Oberdan come la via dello shopping ma anche un simpatico gadget da donare ai clienti in cambio di una offerta libera.
Le somme raccolte, si legge anche nella locandina che accompagna l’iniziativa su Facebook e nei negozi, andranno all’ospedale cittadino per l’emergenza sanitaria. «Prima di far partire la raccolta – precisa Colosi – mi sono rivolto all’amministrazione dell’ospedale per sapere quale fosse l’iter per donare e mi è stato detto che andava compilato un modulo e spedito per posta elettronica». Conclusa la distribuzione dei calendari si tirano le somme e ci si prepara all’obiettivo finale: far arrivare la donazione all’ospedale. Qui le cose si complicano. «Ho mandato una email con il modulo a gennaio – dice il commerciante – e non ho avuto risposta. Dopo un mese mi sono rifatto vivo e mi hanno detto di spedire lo stesso modulo a un’altra email».
Niente risposta anche in questo caso, con grande imbarazzo e delusione per i commercianti. «Siamo rimasti amareggiati dalla burocrazia farraginosa che di fatto ci ha impedito di fare la nostra donazione – dice Colosi – Non me la prendo certo con chi lavora negli uffici e segue delle procedure ma quando un cittadino o un’associazione decide di fare una donazione dovrebbe esserci una modalità più snella, quantomeno dovrebbero essere messi in condizione di donare senza le difficoltà che abbiamo incontrato noi». Pur di concretizzare il loro gesto, anche per trasparenza verso chi aveva contribuito, i commercianti di via Oberdan si sono consultati e hanno deciso alla fine di aiutare con la cifra raccolta il progetto “Il sorriso di Elena” conosciuto grazie alla onlus Ammec (Associazione malattie metaboliche congenite) e al loro collega Stefano Speroni, il Parrucca. Elena è una bambina genovese con un malattia neurodegenerativa rarissima, la Nubpl: in Italia il suo è un caso unico, nel mondo ce ne sono solo altri nove con una malattia simile alla sua. —
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