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Trapianto di polmoni sei mesi fa Per Debora ancora niente vaccino

Giulia Sili
Trapianto di polmoni sei mesi fa Per Debora ancora niente vaccino

La signora da giorni chiede informazioni all’Asl: «Nessuno mi ha saputo dire quando me lo faranno»

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Giulia Sili

follonica. Le telefonate si ripetono, identiche, ormai da diversi giorni, ma nessuno ancora è riuscito a spiegare a Debora Miceli, 52 anni di Follonica, quando potrà ottenere il vaccino contro il Covid-19. Debora per anni ha lottato contro una malattia respiratoria rara e soltanto pochi mesi fa è stata sottoposta a un delicato intervento di trapianto polmonare. Una condizione che la inserisce a pieno titolo tra le persone estremamente vulnerabili. I dati raccolti dal Centro nazionale trapianti dall’inizio della pandemia dimostrano che il rischio di infezione da Sars-Cov-2 nei pazienti in attesa di trapianto e trapiantati è più elevato e le conseguenze del Covid-19 per loro sono più gravi rispetto alla popolazione generale.

Perché Debora potesse ricevere il trapianto si mobilitò l’intera comunità del Golfo, con una straordinaria raccolta di fondi. E quando, a dicembre 2020, dopo tanti mesi in ospedale la donna tornò a casa, Follonica la accolse con una grande festa, sindaco in testa. Un “miracolo” di scienza e amore che ora ha bisogno di tutela.

«Il 4 marzo ho saputo che i soggetti fragili sarebbero stati vaccinati – dice Debora – ma, nonostante le tante richieste, nessuno mi ha saputo dire quando verrò chiamata. Ho sentito la mia dottoressa, ma mi ha detto che è l’Asl che dovrà contattarmi. Ho anche provato a telefonare al numero della Regione dedicato alle informazioni, ma gli operatori non sanno nulla. Sono giorni che chiamo e resto sempre due ore in attesa prima di poter parlare con qualcuno».

Lo scorso 8 settembre Debora è stata operata nel centro di chirurgia toracica di Padova. Era dal 2019 che era attaccata all’ossigeno per colpa di una malattia rarissima: la fibroelastosi granulomatosa. La malattia le è stata diagnosticata circa cinque anni fa e in poco tempo i suoi polmoni hanno progressivamente smesso di funzionare.

«Ho scoperto di avere questa malattia rara – aveva racconto al Tirreno – in un modo del tutto casuale. Mi ero fatta male a una spalla e mi era stata fatta una radiografia. L’esame rivelò qualcosa di strano nei polmoni e quindi mi venne consigliata una visita da un pneumologo».

In poco tempo le sue condizioni sono precipitare e solo il trapianto le ha regalato una vita nuova.

Oggi Debora è tornata a fare quello che prima le era impossibile.

«Sono rinata – dice felice – a distanza di sei mesi dall’operazione sono felicissima, non avrei mai pensato di poter stare così. Sono però preoccupata per il Covid. I trapiantati come me, se si ammalano, finiscono direttamente in terapia intensiva, purtroppo è una certezza. Ho un figlio che frequenta la prima superiore e non posso tenerlo chiuso in casa senza neanche mandarlo a scuola, per questo motivo è importante ricevere questo vaccino».

Il figlio di Debora non può infatti essere giustificato per le assenze da scuola, neanche se la madre rientra nella categoria degli estremamente fragili.

«Mio figlio è andato a scuola in questi mesi ma ovviamente la paura del contagio è reale – dice Debora – quindi non vedo l’ora che qualcuno mi sappia dire quando potrò ricevere il vaccino». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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