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«Addio al nostro prof Picchio», il cordoglio del Fossombroni
Un minuto di silenzio per la scomparsa di Gianluca Picchi, donati gli organi
GROSSETO. Alle 9 in punto di ieri mattina tutto l’istituto superiore Fossombroni di Grosseto si è fermato per un minuto di silenzio. Studenti, insegnanti, collaboratori, preside. Ma anche ex studenti, chi arrivato con un fiore, chi con un biglietto. Una processione silenziosa, occhi rossi, groppo in gola. Tutta la scuola ha ricordato il “prof Picchio”, l’amatissimo insegnante di diritto ed economia politica dell’indirizzo sportivo, Gianluca Picchi, 51 anni, che martedì è morto d’improvviso per un malore mentre guidava.
Nell’atrio gli studenti hanno lasciato un mazzo di rose e una lettera “Al nostro prof”. «Ci ricorderemo per sempre le sue lezioni», scrivono. «Ma soprattutto ci ricorderemo dei suoi insegnamenti di vita... Le promettiamo che, tra quelle “stelle luminosissime” che troveremo alla fine del nostro percorso, una sarà lei».
Le “stelle” citate dai ragazzi sono quelle che appena lunedì Picchi, in un messaggio su Facebook, aveva augurato ai suoi ragazzi di trovare alla fine del loro percorso. Un messaggio che oggi gli studenti custodiscono come un testamento del loro amato prof.
«Nessuno se lo aspettava – dice Danila Stoppa, 17 anni, studentessa di 4ª F –. Ci seguiva dalla 2ª, anche come coordinatore di classe». «Era altruista e disponibile, aiutava sempre chi era indietro. Ci mancherà», dice il compagno di classe Francesco Miranda, 17 anni. «Scherzava sempre e ci aiutava. Anche se lo conoscevamo da poco, si vedeva che ci teneva», dicono Tommaso Rosini, 16 anni, e Matteo Paoli, 17 anni di 2ª E. «È stato il primo a scriverci quando abbiamo cominciato la didattica a distanza. Cercava sempre di farci sorridere, era il suo modo di far lezione», lo ricordano Emma Pappagallo e Cecilia Modanesi, 17 anni di 4ª E. «Ogni lezione iniziava serissimo, ma poi, quando cominciava ad avere fame, si metteva a parlare di cibo», dice Jacopo Skoda, 16 anni, di 3ª F. E magari, come ricordano gli studenti, una lezione di economia poteva partire da un pacchetto di patatine.
Che ci sapesse fare con gli alunni lo testimonia anche il fatto che ogni sua videolezione la registrava e la metteva a disposizione. Insomma, non si risparmiava.
Del resto l’indirizzo sportivo del Fossombroni aveva contribuito a crearlo proprio lui, come ricorda il collega Amedeo Gabbrielli, referente del corso: «Una persona semplice con un grande cuore. Chi lo ha conosciuto ha potuto apprezzare la sua passione nell’essere docente a servizio degli studenti. È stato ricchezza di umanità e professionalità. Ma voglio ricordare anche l’affetto enorme che aveva per i suoi ragazzi. All’inizio dell’anno arrivò con due mascherine. Era ossessionato dal Covid, ma non per sé. Aveva paura di prenderlo e di attaccarlo ai ragazzi. “Meglio che muoia io”, diceva». «Aveva la chiave per aprire il cuore dei ragazzi, anche di quelli più chiusi – dice il collega Stefano Rosini, docente di scienze motorie – I ragazzi lo apprezzavano perché era un insegnante giusto. Se dava un quattro, era meritato». Ma non lasciava indietro nessuno. «Quando vedeva sfilze di insufficienze mi diceva: “Sabina, bisogna parlare di questa classe», lo ricorda Sabina Diamanti, docente di religione.
«Per tutti noi è una perdita enorme, dal punto di vista scolastico, ma soprattutto da quello umano – dice la preside Francesca Dini –. Non era un semplice insegnante, ma un educatore. I ragazzi vedevano in lui un testimone delle loro passioni e dei loro valori. Occorre accompagnare Gianluca nel suo ultimo viaggio con un sentito ringraziamento per tutto quello che ha fatto, per l’attenzione mostrata nei confronti degli studenti, per la serietà, la disponibilità e il prezioso contributo che ha dato alla scuola», racconta.
Negli ultimi giorni alcuni colleghi lo avevano visto più affaticato del solito. Aveva avuto anche un leggero malore, ma aveva minimizzato. «Non è niente», aveva detto. Ieri mattina, come da sua volontà, sono stati donati gli organi. L’ultimo saluto oggi alle 14,30 nella cappella di Sterpeto. —
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