Il presidio
Morta nella piscina Sentiti i soccorritori
La salma di Ornella Luparia è stata sepolta a Buriano ma non è stato concesso il nulla osta per la cremazione
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA.
La prima relazione, il professor Franco Gabbrielli, ordinario di medicina legale all’Università di Siena, potrebbe depositarla tra una decina di giorni nelle mani della sostituta procuratrice Valeria Lazzarini, con i primi risultati dell’autopsia. Perché la morte di Ornella Luparia, la donna di 76 anni trovata nella piscina del suo agriturismo dopo una notte di ricerche all’Ampio di Tirli, qualche dubbio pare lo abbia sollevato negli investigatori, che vogliono vederci chiaro.
Lunedì si sono svolti i funerali della settantaseienne trovata morta nella piscina dell’agriturismo La Serrata di Cacciagrande ormai una settimana fa.
La salma dell’anziana è stata tumulata nel cimitero di Buriano, senza però essere cremata come invece aveva disposto la donna: le sue volontà per il momento, non potevano essere rispettate. Il corpo della donna deve infatti rimanere a disposizione della procura nel caso di bisogno per ulteriori accertamenti. Oggi invece la dottoressa Lazzerini che coordina le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo e di quelli della stazione di Buriano e di Castiglione della Pescaia, comincerà a sentire i tanti volontari e vigili del fuoco che sono intervenuti due martedì fa all’agriturismo dopo che il marito della donna, Antimo Ceroni e il figlio Michele, avevano dato l’allarme: la donna era scomparsa il lunedì sera e per ore aveva fatto perdere le proprie tracce.
La denuncia della scomparsa dell’anziana era stata lanciata nel tardo pomeriggio del lunedì, ma una vera ricerca era iniziata solo all’indomani con l’arrivo anche dell’elicottero e di una dozzina di volontari. L’anziana era stata infatti rinvenuta solo verso le 11,30 nella piscina dell’agriturismo, quando proprio alcuni volontari avevano deciso di alzare il telo che ricopriva la vasca: solo a quel punto il corpo della Luparia è stato scorto mentre galleggiava riverso sull’acqua, con addosso la camicia da notte nera e ai piedi le calze bianche. I dubbi che affliggono gli investigatori, in attesa dei riscontri degli esami dell’autopsia che potrebbero definitivamente chiarire cosa sia successo all’anziana, e forse perché è stata ritrovata nella piscina, riguardano la sistemazione del telo. Un punto questo ritenuto cruciale: pare che ci siano delle testimonianze che non concordano, se appunto il telo era “tirato” in tutti gli angoli prima del ritrovamento, come sembrava in un primo momento, o se invece era sollevato da qualche parte. Cosa che avrebbe permesso all’anziana di infilarsi nella piscina. —Enrico Giovannelli
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