Il Tirreno

Grosseto

la tragedia 

Malore al volante, muore a 51 anni l’amatissimo prof Gianluca Picchi

Francesca Ferri
Malore al volante, muore a 51 anni l’amatissimo prof Gianluca Picchi

Docente di diritto ed economia politica al Fossombroni ha avuto un incidente alla rotatoria di viale Caravaggio

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GROSSETO. Lunedì pomeriggio aveva scritto su Facebook un messaggio affettuoso ai suoi studenti dell’ultimo anno, dispiaciuto che il prossimo giugno, non essendo stato applicato alle quinte, non avrebbe potuto essere con loro all’esame di maturità: «Vi avevo “lasciato” in seconda o giù di lì e mi accorgo che in questi tre/quattro anni, ne avete fatta di strada. Siete cresciuti, avete iniziato ad affrontare e a “mordere il mondo”. Starò diventando sentimentale ma... sono sempre orgoglioso di voi».

Un messaggio che, nemmeno 24 ore dopo, ha preso il sapore amaro di un addio. Gianluca Picchi, il professor Picchi, insegnante di diritto ed economia politica dell’istituto di istruzione superiore Fossombroni di Grosseto, è morto ieri intorno alle 10, colpito da un malore mentre era al volante della sua Fiat Panda bianca. Aveva solo 51 anni.

Picchi ieri aveva il giorno libero e stava percorrendo via Pietro Aldi in direzione piazza Lamarmora quando, giunto all’incrocio con via Caravaggio, è andato a sbattere contro il cordolo della rotatoria, finendoci sopra con l’auto. Chi ha assistito alla scena lo ha visto uscire barcollando dall’auto e accasciarsi a terra.

All’arrivo dei soccorritori è stato subito chiaro che le sue condizioni erano gravi e che non era stato tanto il colpo ricevuto per esser finito contro la rotatoria, quanto un malore, probabilmente un arresto cardiaco, che gli aveva fatto perdere il controllo dell’auto.

I primi a intervenire sono stati gli agenti della polizia municipale, uno dei quali, in particolare, forte di una laurea in scienze infermieristiche, ha subito iniziato a praticare un massaggio cardiaco a Picchi. Sonoquindi arrivate un’ambulanza della Croce rossa e una della Misericordia di Grosseto. Presenti anche i carabinieri, che hanno il comando proprio lì vicino, in piazza Lamarmora, e un’altra ambulanza della Croce rossa, che si è trovata sul luogo dell’incidente mentre era di passaggio con un paziente a bordo. I lunghissimi tentativi di rianimare il professore, però, sono stati vani. Intorno alle 10,15 è stato dichiarato il decesso. La salma è al momento a disposizione della Procura che potrebbe decidere di disporre l’autopsia. Solo a quel punto sarà dato il via libera per i funerali. Se, invece, l’esame autoptico non si farà, potrebbe essere realizzata la volontà di Picchi che aveva sempre espresso il desiderio di donare gli organi.

Sotto choc i colleghi, che hanno riempito di messaggi il suo profilo Facebook, la preside, gli studenti e tutto il personale del Fossombroni, che hanno ricevuto la notizia poco dopo. «Sono sconvolta», dice la dirigente scolastica Francesca Dini. «L’Isis Fossombroni era per il professor Picchi una seconda famiglia. Lui era una persona splendida che ha dedicato la vita alla scuola».

Ancora prima di diventarne un insegnante, Picchi era infatti stato uno studente dell’istituto tecnico commerciale Vittorio Fossombroni. Qui si era diplomato nel 1988, dopo cinque anni da studente modello. Aveva poi proseguito gli studi all’università di Pisa, dove si era laureato in Economia e commercio e si era poi perfezionato in diritto dell’ambiente e dello sviluppo rurale. Aveva quindi ottenuto una cattedra all’istituto professionale, per poi passare alla “sua” scuola, al Fossombroni, oggi istituto di istruzione superiore.

«Mi disse: “Ho fatto un’interruzione al professionale e ora sono tornato finalmente a casa – lo ricorda con commozione la preside Dini –. Qua era stato uno splendido studente e ora era un insegnante meraviglioso, membro del consiglio di istituto, un insegnante rappresentativo della scuola. Non era sposato e si dedicava interamente alla scuola. Seguiva gli alunni uno per uno e lo potevi trovare qua fino a tardi. Spesso mi aspettava e uscivamo dalla scuola insieme. Era anche esperto di informatica e lavorava anche come libero professionista».

La scuola è in lutto. E lo piangono soprattutto i suoi studenti, che oggi rileggono con il cuore pieno di dolore quell’ultimo messaggio del loro amato prof in vista del 16 giugno, il giorno in cui si terrà l’esame di maturità: «Non importa come la vivrete, sarà solo una data – scriveva loro Picchi – Che non vi vedrà mai più uguali. Che vi vede più grandi di ieri, che vi vedrà a giro per il mondo – domani e in futuro. Sono sempre stato un logorroico che in teoria non vorrebbe parlare... Portate ancora un poco di pazienza, verso di me. Per aspera ad astra, dunque oggi più di ieri. Le asprezze le state un poco passando ma, siatene sempre certi, ci saranno le stelle alla fine del percorso e saranno luminosissime. Gianluca». —

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