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L’attacco su Fb dell’azienda «Da che pulpito, la predica»
la polemica
Lo stile della comunicazione scelto da Scarlino Energia sui social già in passato aveva sollevato qualche polverone e ieri, di nuovo, la società non si è lasciata scappare l’opportunità di scrivere post particolarmente pungente per difendere la propria causa. Le sanzioni comminate a 15 cittadini e i provvedimenti di chiusura adottati nei confronti di tre bar follonichesi, colpevoli di aver contravvenuto alle norme anti covid, sono stati al centro del commento fatto dalla società. «Quelli che: “la salute viene prima degli interessi economici” – ha scritto Scarlino Energia su Facebook – “Le leggi e le sentenze vanno rispettate! ”, “L’inceneritore è incompatibile con il turismo!”. Ecco da che pulpito veniva la predica».
Nel post la società si riferisce evidentemente a quei follonichesi contrari alla ripartenza dell’inceneritore della Piana, che per un aperitivo metterebbero a rischio la propria salute e quella dei concittadini.
Un post che sembra sottintendere che di fatto sempre di salute si stia parlando: quella data dalla qualità dell’aria, sulla quale potrebbe incidere la ripartenza dell’impianto, e quella dei cittadini stessi, minacciati dalla presenza del virus. Viene da sé che la salute dovrebbe comunque venire prima degli interessi economici e che le leggi e le sentenze andrebbero comunque rispettate.
C’è invece un dibattito ancora aperto in merito alla compatibilità dell’inceneritore con la vocazione turistica che il territorio costiero sta sempre più mostrando. La questione dell’inceneritore di fatto continua a dividere l’opinione pubblica, e proprio quello dei social è il terreno dove sempre più spesso si dà adito a schermaglie verbali.
L’ultima di Scarlino Energia, in ordine di tempo, era stata quella scatenata in merito alla presenza di Pm10 nell’aria, ovvero polveri sottili o pulviscolo di diversa natura e composizione chimica, che si trovano in sospensione nell’aria che respiriamo. «A Follonica e Scarlino tira una brutta aria» aveva scritto la società, suggerendo poi un collegamento tra quanto registrato dalle centraline follonichesi e la moria di pesci che si era verificata nel canale del Puntone. Un collegamento che puntava di fatto l’attenzione sulle aziende del comparto chimico della zona. Un post che ovviamente non era passato inosservato, proprio come l’ultimo dove vengono presi di mira i follonichesi dell’happy hour. —
Giulia Sili
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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