Meteo
Don Anastasio muore di Covid a 59 anni
La Chiesa grossetana è di nuovo in lutto per la scomparsa di un altro sacerdote, a lungo in Maremma e molto amato
Grosseto. A distanza di pochi mesi da don Antonio Maffucci, il Covid si è portato via un altro sacerdote della Fraternità dei missionari di San Carlo Borromeo, che aveva lavorato nella diocesi di Grosseto: don Antonio Anastasio, per tutti “don Anas”.
Il decesso è avvenuto a Milano, in ospedale, dove don Antonio da mesi lottava per la vita. Al momento non sappiamo quando saranno celebrate le esequie.
«Pochi anni tra noi – commenta il vescovo Rodolfo Cetoloni – ma il suo lavoro è ancora ricordato, specialmente per quanto fece tra i giovani. Da tempo era stato colpito dal Covid e nella sua lotta è stato accompagnato da tanta preghiera, anche da Grosseto, nella speranza di una guarigione, che purtroppo non c’è stata. Lo accolga il Signore e gli dia la sua Pace. Lo ricordiamo insieme a don Maffucci e ci facciamo vicini ai familiari e alla sua Fraternità”.
Don Anas aveva 59 anni. Era nato a Milano, nel popolare quartiere Baggio, nel 1962. Arrivò a Grosseto fresco di ordinazione sacerdotale. Era infatti diventato prete ad aprile del 1992 e a giugno di quello stesso anno fu inviato in Maremma, assieme a don Maffucci.
Alla fraternità San Carlo il vescovo Scola affidò la parrocchia di Pian d’Alma-Punta Ala dopo il ritiro dei Cappuccini da quel luogo, mentre l’altro campo di impegno fu coi giovani. Don Anas iniziò l’insegnamento della religione al liceo scientifico Marconi di Grosseto e contribuì alla nascita di Gioventù studentesca. Nel 1995 lasciò la Maremma e fu inviato a Roma come vice rettore e poi rettore del Seminario della fraternità San Carlo. Tuttavia continuò a mantenere un legame con Grosseto grazie all’attività di insegnamento di filosofia in seminario.
Successivamente è stato dieci anni a Madrid, nella parrocchia di Fuenlabrada. Attualmente era a Milano, dove nel 2013, per iniziativa del cardinale Scola e dei superiori della Fraternità, era stata aperta una casa presso la parrocchia di San Carlo alla Ca’ Granda a Niguarda.
Don Anastasio era cappellano universitario alla Bovisa, nei due campus distaccati del Politecnico: Design e Ingegneria. Lì celebrava quotidianamente l’eucaristia per un gruppo di fedeli, il personale dell’università, i professori ma soprattutto gli studenti, che riceveva quotidianamente per la confessione o la direzione spirituale.
Nel 2014 era tornato a Grosseto per presentare il suo libro, “La piccola pietra bianca” insieme alla scrittrice grossetana Dianora Tinti, nella sala conferenze della Banca Tema. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
