Il presidio
Per la prima volta dopo cinquant’anni l’Olimpic pallamano senza campionato
La società mercoledì scorso ha tagliato il traguardo del mezzo secolo: festeggiamenti rimandati a tempi migliori
Giulia Sili
massa marittima. Mercoledì scorso l’Us Olimpic di Massa Marittima ha compiuto cinquant’anni di attività, un traguardo importante per una delle federazioni più vecchie d’Italia. La pandemia non ha però permesso di organizzare i festeggiamenti. Le celebrazioni sono però soltanto rimandate: Marcello Bernardini, presidente della società, si sta tenendo stretto il programma che verrà realizzato non appena il quadro sanitario lo permetterà. La scelta della società, presa in accordo con gli atleti e le loro famiglie, è stata quella di sospendere qualsiasi tipo di attività sportiva, per il bene della comunità.
Lo scorso novembre la società aveva comunicato la decisione di sospendere le attività a causa dell’aggravarsi dello scenario sanitario. «Una scelta dolorosa – dice il presidente – ma inevitabile perché in nessuno di noi c’era la tranquillità necessaria per svolgere l’attività». La speranza era di poter tornare a lavorare quanto prima ma, con l’aumento dei contagi, da mesi ormai gli atleti sono fermi. Così, la decisione più difficile è stata presa: «Abbiamo deciso di ritirarci da tutti i campionati – dice Bernardini – è la prima volta che accade in cinquant’anni di storia dell’Olimpic». Una decisione molto sofferta ma inevitabile.
Sono molte le società che hanno preso la stessa decisione dell’Olimpic, tanto che il campionato di serie B che doveva essere a 11 squadre, si è ridotto a 5. La società massetana avrebbe potuto partecipare, osservando il protocollo che la federazione italiana gioco Handball ha predisposto ma la scelta è stata quella di dare la priorità alla sicurezza: «La scelta – spiega il presidente della società – non è stata tra decidere di partecipare o meno ma di assumersi un rischio o no, e noi non ce la siamo sentita. Un focolaio avrebbe mandato in crisi l’intera comunità e avrebbe potuto creare un potenziale danno alla cittadinanza. Davanti ad aziende in difficoltà, e privazioni di aspetti forse più importanti, la pallamano, pur con un costo emotivo enorme, poteva aspettare». La società guarda adesso al futuro, in vista dei festeggiamenti per l’importante traguardo raggiunto.
Era il 1971 quando Mario Tarabochia fondava a Massa Marittima la società sportiva dell’Us Olimpic. Il 3 marzo di cinquant’anni fa l’attività sportiva riceveva il numero federale 0023. Mario Tarabochia – scomparso nel 2017 all’età di 86 anni – era nato in Grecia da famiglia italiana e a Massa Marittima aveva portato la pallamano quando ancora questo sport non era conosciuto. «È grazie a Tarabochia che è nato tutto – dice Bernardini – oggi la società porta avanti i suoi valori di etica sportiva. A Massa Marittima – prosegue il presidente – questo sport si contende la leadership insieme al calcio. Possiamo dire che sia una mosca bianca: in una comunità piccola come la nostra abbiamo 80 atleti e, prima che questo maledetto covid arrivasse, era ripartita anche la squadra femminile». Un gruppo di una ventina di ragazze, tutte tra i 18 e 25 anni, aveva infatti iniziato gli allenamenti, riprendendo l’attività con grande orgoglio. Massa Marittima ha poi portato al mondo della pallamano alcuni atleti noti come Raul Bargelli, Tommaso Pesci e Oliver Martini. Appena il quadro sanitario lo permetterà a Massa Marittima riprenderanno le attività all’aperto. E poi, ovviamente, non mancheranno i festeggiamenti: «Avremmo dovuto festeggiare – dice Bernardini – ma il nostro avversario più forte di sempre, ci ha costretti a rimandare. Solo rimandare – sottolinea – perché lo sconfiggeremo».—
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